Lunedì, 27 Settembre 2021
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CULTURA: FRONTE COMUNE DELLE REGIONI SU FONDI UE E RAPPORTI CON STATO

Trieste, 28 maggio - Un fronte compatto delle Regioni sul tema della Cultura, in prossimità dei cambiamenti previsti dalla Riforma costituzionale, e sulla necessità di armonizzare il flusso di risorse dallo Stato alle Istituzioni locali. Un'azione comune coordinata dall'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti che ha riunito oggi a Trieste i colleghi Ilaria Cavo (Liguria), Monica Barni (Toscana), Cristiano Corazzari (Veneto), Claudia Firino (Sardegna) e Antonella Parigi (Piemonte).

L'assessore Torrenti, che è il coordinatore della Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni, ha parlato dell'inizio di un percorso per trovare pragmaticamente delle nuove modalità di finanziamento al settore: in particolare, mentre sui teatri si registra un compartecipazione economica ordinaria da parte dello Stato, nell'ambito dei musei, delle biblioteche e dei festival si marcia in ordine sparso, senza un'uniformità di sistema.

Nel corso del confronto è emerso un elemento di incertezza sugli effetti della Riforma costituzionale in atto, che potrebbe definire un margine più ristretto di competenze regionali nella Cultura, con il rischio di generare un calo nell'erogazione delle risorse per il comparto.

Ma in tema di cambiamenti istituzionali è stato illustrato l'esempio del Friuli Venezia Giulia che, in vista del superamento delle Province, ha costituito l'Ente Regionale per il Patrimonio Culturale (ERPaC), finalizzato anche alla gestione degli immobili e dei siti di ex competenza provinciale.

Di giornata importante ha parlato anche la vicepresidente della Toscana Monica Barni, la quale ha ribadito la necessità di far sentire a livello centrale quello che è l'operato delle Regioni, citando come esempio, fra gli altri, l'accreditamento di settanta musei non statali messo in atto nel suo territorio. In tema di fondi comunitari, come testimoniato dall'assessore Ilaria Cavo, è emersa in primo luogo l'esperienza della Liguria, che utilizza il Fondo Sociale Europeo (FSE) per sostenere l'avvio di start up  dedicate alla Cultura.

Ma gli assessori si sono confrontati anche sulla spinosa questione dei cosiddetti Aiuti di Stato e dell'interpretazione ancora restrittiva di Bruxelles in ordine ai finanziamenti erogati. Inoltre è stata espressa soddisfazione per quanto affermato dall'assessore Claudia Firino sulle lingue minoritarie, il cui finanziamento nel caso della Sardegna è stato escluso dalla nuova definizione di Aiuti di Stato.

In questo contesto l'assessore Torrenti ha introdotto l'argomento relativo alle Imprese Culturali Creative (ICC), ovvero quella forma giuridica che favorisce alle imprese private l'accesso ai fondi europei in ambito culturale. L'Italia in questo lamenta una posizione di arretratezza che deve essere superata. Un ritardo che non attiene ai soggetti operanti sul mercato, ma che riguarda un aspetto giuridico ancora inadeguato, che esclude il nostro Paese da un importante flusso di risorse comunitarie.

Ma da una precisa visione strategica del Ministero, quella che individua la Cultura come volano di sviluppo economico, è scaturito un approfondimento sul ruolo delle Regioni nel passaggio verso una gestione finalizzata alla valorizzazione.

Apprezzamento, infine, per l'iniziativa odierna è stata manifestata anche dall'assessore Cristiano Corazzari della Regione Veneto, il quale ha ribadito l'importanza di un rapporto costante fra i rappresentanti delle Regioni, al fine di fare sintesi delle Linee di indirizzo per rapportarsi in maniera autorevole con lo Stato.

ARC/GG/EP



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