CULTURA: SERRACCHIANI, MALIGNANI FU GENIO ANCHE DELLE IMMAGINI

Udine, 28 dic - Quella di Arturo Malignani, "inventore che ha migliorato la vita non solo degli udinesi e della regione ma del mondo intero e che nell'esposizione di questi giorni scopriamo precursore delle immagini 3D, è una grande figura che va valorizzata appieno".

È la riflessione della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani al termine della visita alla mostra fotografica Arturo Malignani. Con il futuro negli occhi (ritratto privato), allestita nelle Gallerie del Progetto dai Civici Musei del Comune di Udine con il sostegno della Fondazione CRUP e curata da Elena Commessatti e Federico Malignani, bisnipote del genio friulano.

Gli stessi curatori della mostra, insieme all'assessore comunale alla Cultura di Udine Federico Pirone, hanno accompagnato nella visita la presidente Serracchiani e l'assessore regionale alle Infrastrutture, alla Mobilità e alla Pianificazione territoriale Mariagrazia Santoro.

Nella mostra, che ricorre nei 150 anni dalla nascita di Malignani, sono esposte per la prima volta 130 lastre stereoscopiche appartenenti agli eredi dell'inventore e imprenditore. La lastre ora sono state rielaborate in forma digitale e denotano in Malignani una sorta di precursore degli odierni effetti speciali.

Nell'esposizione si possono vedere scatti originali sinora inediti, risalenti agli anni 1904-1914, riconducibili ai viaggi e alla vita privata di colui che inventò il vuoto chimico industriale delle lampadine che, grazie alla sua invenzione di una nuova pompa di svuotamento e all'applicazione di fosforo e arsenico, divennero durature.

"Il lavoro sulle lampadine e le tante invenzioni di Malignani, che sono ancora visibili, sono il portato della storia straordinaria di Malignani che nella mostra di Udine vediamo forse in una dimensione più privata in foto che sono davvero bellissime", ha rilevato Serracchiani.

"Dopo New York, Londra e Milano, Udine fu la quarta città al mondo illuminata da lampadine e questo avveniva grazie ad Arturo Malignani quando lui aveva solo 23 anni", ha ricordato il bisnipote Federico.

Dopo essersi soffermate sulle istantanee di via Savorgnana, Serracchiani e Santoro hanno colto l'occasione per un passaggio al vicino Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Casa Cavazzini per ammirare le immagini salienti della mostra Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità, che ripercorre in 140 foto una parte dell'opera della straordinaria testimone del mondo nata a Udine nel 1896 e scomparsa a Città del Messico nel 1942.

ARC/PPH



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