CULTURA: TORRENTI, AZIONE CONGIUNTA CON SOPRINTENDENZA SU ARCHEOLOGIA

Trieste, 1 ott - "Per la prima volta si tenta di svolgere un'azione congiunta tra Stato e Regione nell'ambito di una competenza esclusiva dello Stato qual è quella archeologica, in modo organico e non occasionale". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti al termine del primo di una serie di incontri programmati con la Soprintendenza archeologica del Friuli Venezia Giulia che si è tenuto nei giorni scorsi a Trieste.

Il Tavolo di lavoro, con il soprintendente Luigi Fozzati, si è concluso con l'impegno ad avviare congiuntamente una catalogazione di tutte le aree archeologiche in terreni di proprietà comunale per la realizzazione di una banca dati propedeutica a nuove modalità di intervento.

"La Soprintendenza e la Regione - ha rilevato Torrenti - avranno a disposizione uno strumento di conoscenza per poter proporre priorità e un nuovo approccio per la ricerca e la tutela dei beni archeologici, sia terrestri sia subacquei. Finora - ha aggiunto l'assessore - abbiamo assistito, in ambito archeologico, a un proliferare di saggi di scavo, senza un progetto coerente di tutela e valorizzazione e non creando condizioni per una vantaggiosa fruizione sia scientifica sia turistico-culturale".

Il Tavolo Regione-Soprintendenza ha cadenza mensile e argomento specifico ed è ispirato da un lato alla Riforma promossa dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, dall'altro alla nuova legge regionale sui Beni e le Attività culturali che si occupa in particolare dei musei.

A livello di metodo, si è convenuto di coinvolgere i Comuni del Friuli Venezia Giulia in una serie di incontri con la finalità di prospettare, in un rapporto franco e positivo, soluzioni condivise.

"La Regione Friuli Venezia Giulia considera l'attività di salvaguardia archeologica - ha concluso Torrenti - un tema prioritario e sosterrà i Comuni aiutandoli a reindirizzare le risorse sulla base della qualità degli interventi e sulla priorità delle tematiche da affrontare".

"In un'epoca di globalizzazione avanzata - questa la riflessione del soprintendente Fozzati - la conservazione della memoria viene sicuramente sentita a ragione come uno dei momenti di maggiore coesione sociale, ove si incontrano sentimenti troppo spesso dati per morti o considerati di secondo ordine".

ARC/PPH



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