CULTURA: TORRENTI, BENE "PALINSESTI", ARTISTI CONTEMPORANEI SONO FARI

San Vito al Tagliamento (PN), 15 nov - "Gli artisti contemporanei sono dei fari che ci offrono strumenti di lettura dell'immediato futuro e San Vito al Tagliamento è uno dei luoghi dove si sta lavorando con coerenza in questa prospettiva culturale". Lo ha detto l'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti partecipando oggi, nello storico Teatro sanvitese Arrigoni, all'inaugurazione della decima edizione della Rassegna di Arte contemporanea Palinsesti. L'appuntamento permetterà ad appassionati e curiosi di visitare fino al 20 dicembre le installazioni in mostra a Palazzo Altan, alle Antiche Carceri, nel Castello e nell'Essiccatoio Bozzoli.

Torrenti, che ha apprezzato la fiducia in curatori molto giovani (Giorgia Gastaldon con Davide Bevilacqua e Isabella Brezigar), prima di visitare tutti gli epicentri della rassegna, ha assicurato che la Regione, che sostiene Palinsesti, "continuerà a essere accanto, sperando di poter contribuire maggiormente nei prossimi anni".

L'inaugurazione si è aperta con un minuto di silenzio per la tragedia parigina, invocato dal sindaco di San Vito Antonio Di Bisceglie, che ha fatto gli onori di casa. Sul palco con Torrenti anche l'assessore provinciale Elisa Coassin, Gastaldon e il professor Alessandro Del Puppo dell'Università di Udine.

La decima edizione di Palinsesti conferma, come ha evidenziato Del Puppo, la volontà di "proporre un modello anziché una formula" in modo da incrementare l'arte contemporanea e di aiutare artisti, galleristi e pubblico nella ricezione di messaggi non sempre facili. Lo stesso Torrenti ha convenuto che, "per cogliere lo specchio del futuro, bisogna accettare la sensibilità dell'artista contemporaneo e talvolta anche la sua freddezza rispetto all'essere piacevole".

Scopo di Palinsesti, come ha chiarito Di Bisceglie, è anche quello di conservare il patrimonio di opere, quelle contemporanee, che potrebbero avere una sorte dispersiva. Quattro i poli espositivi: a Palazzo Altan sono esposte opere di Carlo Alberto Andreasi, Maria Rebecca Ballestra, Irene Coppola, Irene Fenara e Alessandro Ruzzier nella collettiva Le città che si vedono, che fa eco a uno scritto del 1972 di Italo Calvino, Le città invisibili; al Castello si possono visitare gli allestimenti di Stefan Doepner, che si basano sull'animazione di elettrodomestici capaci di produrre interazioni impreviste con il pubblico, proponendo anche un originale noisebot (robot del rumore).

Espone invece all'Essiccatoio Bozzoli, Alessandra Lazzaris, che propone la sua opera Sectioned, del 2011, in cui la materia artistica chiave è la ruggine come figura dell'entropia irreversibile. Infine alle Antiche Carceri il pubblico può non solo ammirare ma anche votare una delle tre opere in gara per il Premio In Sesto, che vede per la prima volta in lizza per il riconoscimento tre artisti di area euregionale (Tomaz Furlan, Michele Spanghero, Christoph Weber).

Le opere del vincitore della scorsa edizione, Bruno Fadel, sono esposte alla Fondazione Furlan di Pordenone.

ARC/PPH



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