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CULTURA: TORRENTI, CON "GENTI DI DUINO" PIÙ SAPERE E CONSAPEVOLEZZA

Sistiana (TS), 25 agosto - "Uno strumento di conoscenza per chi non conosce questi luoghi e uno strumento di consapevolezza per chi in questi luoghi bellissimi e ricchi di storia ci vive". È la definizione data dall'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti al documentario Genti di Duino, presentato ieri nel comune di Duino Aurisina, in provincia di Trieste. L'opera è stata prodotta e realizzata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune che ha organizzato la prima proiezione pubblica.

"Ringrazio le Produzioni televisive della Regione per l'ottimo lavoro prodotto", ha detto il sindaco di Duino Aurisina Vladimir Kukanja, a cui ha fatto eco l'assessore comunale alla Cultura Marija Brecelj che, nel congratularsi con il regista Giorgio Gregorio e la sceneggiatrice Mariolina Errico, ha voluto sottolineare il fatto che il documentario sia disponibile in quattro versioni linguistiche, ovvero in italiano, sloveno, tedesco e inglese.

Durante la cerimonia di ieri, alla quale ha preso parte anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Igor Gabrovec, è stato ricordato che i dvd saranno disponibili gratuitamente per le scuole, le associazioni e le biblioteche. Potranno inoltre essere richiesti agli sportelli dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (URP) della Regione.

Il documentario racchiude in un'ora storie e storia dei paesi attorno a Duino, a iniziare dal Villaggio del Pescatore, dove alla fine degli Anni Ottanta del secolo scorso furono trovati i resti del dinosauro Antonio, a testimonianza del fatto che l'odierna area del comune tra Monfalcone e Trieste fu un ambiente tropicale, completamente diverso da quello attuale.

Ma se il racconto inizia dall'epoca dei dinosauri, è poi particolarmente incentrato sull'avvenimento che in tempi più recenti ha profondamente segnato l'area vicina al fiume Timavo, ovvero la Prima Guerra Mondiale, durante la quale gli eserciti dell'Impero austro-ungarico e del Regno d'Italia si affrontarono anche in queste zone, le più meridionali del fronte isontino, con al centro il monte Ermada.

I racconti sono tuttavia tanti e toccano diversi argomenti, quali la pesca, la vita nei castellieri, i fenomeni carsici, la cucina tradizionale, l'intreccio di lingue e le bellezze naturali.

Queste ultime, in particolare, sono ben visibili grazie alle riprese dall'alto, effettuate con un drone. Lo spettatore avrà così modo di vedere le Falesie di Duino, il Mare Adriatico e il labirinto di sentieri carsici in un'ottica particolare e suggestiva, con il sottofondo delle musiche originali di Giorgio De Santi.

La serata di ieri è stata dunque l'occasione per presentare i frutti di un lungo lavoro, avviato nel 2013, e contrassegnato dal superamento di tante sfide difficili, in particolare l'adattamento della sceneggiatura originale italiana nelle altre lingue in cui è visionabile il documentario.

ARC/PV/ppd



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