Martedì, 18 Maggio 2021
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Cultura: Torrenti, da Zannier straordinaria eredità letteraria

Udine, 12 gennaio - "Don Domenico Zannier era una figura poliedrica, un uomo di cultura a tutto tondo, nei cui poemi si ripercorre il cammino del Friuli e dell'Europa con un continuo richiamo al passato come fonte di conciliazione e con il rifiuto convinto a una memoria che sia alimento di rivendicazione e di odio". Così l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti esprimendo il cordoglio della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia per la morte di pre Meni  Zannier, poeta e scrittore, traduttore e critico d'arte, insegnante e giornalista, direttore del settimanale La Vita Cattolica negli anni del terremoto.

Nato a Pontebba nel 1930, aveva festeggiato domenica 10 luglio 2016 a Majano il sessantesimo di sacerdozio. Innumerevoli premi e riconoscimenti nazionali e internazionali hanno contrassegnato la sua lunga attività letteraria, iniziata a 16 anni con un sonetto in lingua friulana e culminata nel 1986 con la candidatura al Nobel per la Letteratura dall'Università di Salisburgo e dall'Università di Innsbruck.

"Ha arricchito la letteratura friulana di poemi, opere epiche, drammi e liriche, sperimentando tutti i generi narrativi fino a presentare nel 2015 la sua ultima opera, Cjavêi di Lûs, che raccoglie dodicimila versi composti in oltre tre anni", ricorda Torrenti, apprezzando la sua figura di intellettuale appassionato che "si è battuto con fervore per la valorizzazione dell'identità e della lingua friulana", ma anche di insegnante ed educatore impegnato nelle piccole comunità, fondatore, tra l'altro, de La Scuele Libare Furlane, un'istituzione che dal 1952 al 1975 ha operato in Friuli a disposizione di tanti giovani.

ARC/EP



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