CULTURA: TORRENTI, "DONNE DELLA RESISTENZA" PROGETTO MODELLO

Trieste, 12 gennaio - Finanziato da Europe for Citizen (Programma comunitario che punta alla formazione del cittadino europeo) e portato avanti "da associazioni che hanno bilanci diversi ma riescono a costruire assieme un Progetto di qualità, secondo un modello che può essere d'esempio per altri bandi pubblici", come ha detto l'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti, è stato presentato oggi nella sede della Regione a Trieste il Progetto europeo Donne della Resistenza.

Incentrato su Maria Antonietta Moro, infermiera goriziana che ha lottato prima al fianco dei partigiani iugoslavi e poi di quelli italiani, il Progetto, di cui l'assessore Torrenti ha sottolineato "la forte originalità", ha l'obiettivo di far riflettere i giovani sulla storia e sugli ideali che hanno portato molte donne a impegnarsi nella lotta contro il nazifascismo; tema, ha detto Torrenti, "di grande rilievo e contemporaneo per la quotidianità della resistenza in termini, se non storici, sicuramente sociali".

L'assessore ha sottolineato l'importanza della collaborazione transfrontaliera che si è instaurata nella gestione del Progetto da parte dei sei sodalizi che stanno lavorando assieme, con tempi diversi, per arrivare alla giornata conclusiva del 21 aprile dopo un percorso che prevede 60 laboratori nelle scuole.

Inoltre sono in programma temi e cortometraggi incentrati su Donne e resistenza, un viaggio nella memoria dalla Risiera di San Sabba alla Stazione di Trieste, da cui partivano i treni dei deportati, la presentazione del Documentario su Maria Antonietta Moro e la premiazione dei lavori dei giovani al Miela e un convegno a Udine il 4 marzo, che ospiterà tra l'altro un'intervista a Lidia Menapace.

Un impianto che ha indotto Torrenti ad auspicarne l'utilizzo anche "per nuove opportunità di lavoro assieme e scalate a ulteriori risorse", nella prospettiva, condivisa dai rappresentanti dei sodalizi: la slovena Kulturno izobrazevalno drusštvo PiNA / Associazione per la cultura e l'educazione PiNA di Koper / Capodistria; la Bonawentura Società cooperativa di Trieste; l'associazione La Giordola di Marano; l'associazione Quarantasettezeroquattro di Gorizia; il CSS, Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia di Udine; la croata Zaklade za poticanje partnerstva i razvoja civilnog drusštva / Fondazione per l'incentivazione del partenariato e lo sviluppo della società civile, di continuare ad affrontare assieme nuove iniziative.

Per quanto riguarda lo stato dell'arte in regione, a Udine sono state raccolte tutte le adesioni (oltre il doppio di quelle previste), mentre a Trieste si è preferito il work in progress  e domani partirà all'Istituto Deledda il primo seminario.

Tra gli obiettivi indicati, "continuare a togliere le donne dall'invisibilità, ancora oggi una forma di violenza nei loro confronti", ha detto il vicesindaco di Trieste Fabiana Martini, garantendo l'appoggio dell'Amministrazione comunale, e ricordare che a compiere le atrocità del passato sui nostri confini è stata gente comune, per non correre il rischio di fare gli stessi errori, ha ammonito Borut Jerman dell'Associazione per la cultura e l'educazione PiNA di Capodistria.

ARC/LVZ



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