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Demanio: Callari, acquisizioni di beni più semplici per imprese

L'assessore ha illustrato le norme dell'assestamento di bilancio. Proprietà Narodni Dom trasferita alla Fondazione slovena

Pordenone, 10 lug - "La norma che è stata approvata dalla Commissione prevede, nell'ambito delle concessioni demaniali e dell'utilizzo del patrimonio immobiliare regionale, che nei casi in cui si ricorra alla procedura di sdemanializzazione si possa agevolare quei concessionari che si ritroverebbero nella condizione di dover pagare alla Regione non solo il terreno dell'area in concessione, ma anche gli eventuali immobili, molto spesso realizzati per l'avvio e lo sviluppo di attività economiche, che siano stati costruiti successivamente all'avvenuta concessione".

Lo ha detto oggi pomeriggio l'assessore regionale al Demanio, Sebastiano Callari, intervenendo in Prima Commissione integrata del Consiglio regionale per l'illustrazione degli articoli e degli emendamenti relativi alla manovra di assestamento di bilancio. "Ci sono diversi casi di imprese - ha spiegato Callari - che anche da parecchi anni sono titolari di concessione e che poi, successivamente, hanno realizzato capannoni o altri siti a carattere produttivo, che nel caso di procedura di acquisizione del bene demaniale si troverebbero, quasi paradossalmente, a pagare, non solo il terreno, ma anche i fabbricati che loro stessi hanno realizzato producendo di fatto valore aggiunto per la comunità attraverso le attività economiche svolte. Il provvedimento - ha aggiunto l'assessore - è importante per le aziende in quanto si consentirebbe di procedere con l'acquisizione del solo terreno evitando esborsi importanti che potrebbero anche mettere in difficoltà le stesse attività economiche".

L'assessore, sempre nell'ambito delle norme previste nell'assestamento di bilancio, ha illustrato poi l'emendamento che prevede di trasferire la proprietà a titolo gratuito del Narodni Dom, ubicato in Strada Guardiella a Trieste, alla Fondazione Fundacjia Narodni Dom (costituita dall'Unione culturale economica slovena-Slovenska Kulturno-Gospodarska Zveza e dalla Confederazione delle organizzazioni slovene-Svet Slovenskih Organizacij).

"Vi era una convenzione - ha evidenziato Callari - che doveva partire a breve dopo l'inaugurazione avvenuta nell'ottobre ottobre del 2023. Per evitare inutili e onerosi procedimenti amministrativi su un bene di piena gestione della Fondazione slovena, abbiamo deciso di cedere la proprietà dell'immobile. Una manovra che per altro - ha aggiunto l'esponente dell'Esecutivo regionale - va in linea con quanto già deciso in passato dallo Stato su un'altra sede del Narodni Dom, sempre a Trieste in via Filzi, la cui proprietà è stata ceduta. Un elemento in più di condivisione e fattiva collaborazione con la comunità slovena di Trieste". ARC/LIS/al



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