Demanio: Callari, pressing sul Governo per proroga concessioni al 2033

Udine, 9 nov - Anche il Friuli Venezia Giulia ha sottoscritto l'ordine del giorno approvato oggi dalla Commissione demanio della Conferenza delle Regioni per sollecitare il Governo ad adottare atti risolutivi per garantire la proroga delle concessioni demaniali al 2033. La Commissione ha raccolto la preoccupazione di Comuni e associazioni di categoria rispetto al rischio che dal 1 gennaio 2021 molti concessionari del demanio marittimo e delle acque interne (è il caso degli stabilimenti balneari e delle marine) si trovino ad agire in una condizione di occupazione abusiva. Il 31 dicembre scadranno infatti molte delle attuali concessioni, dal momento che l'estensione delle stesse fino al 2033 - già prevista dalla L. 145/2018 - è stata dichiarata illegittima da diverse sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, per contrarietà al diritto comunitario. Alla riunione odierna della Commissione ha preso parte anche l'assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari, che ha evidenziato come "la questione è ormai giunta ad un'urgenza tale da non poter essere ulteriormente rinviata, come hanno evidenziato tutte le Regioni. Nel nostro caso la legge regionale con cui abbiamo introdotto la possibilità di proroga con un meccanismo di semplificazione amministrativa è stata impugnata. Siamo quindi nella situazione per cui i funzionari che devono rilasciare le concessioni non sono in grado di assumere decisioni certe". Dal Friuli Venezia Giulia è giunta anche la proposta di un emendamento alla norma nazionale che consenta direttamente all'Agenzia delle Entrate di provvedere alla registrazione degli atti di concessione su istanza del concessionario a fronte del pagamento del canone. "In questo modo - ha spiegato Callari - potremmo sollevare i funzionari degli Enti locali dall'onere di assumere atti che rischiano di essere illegittimi e renderemmo ancora più semplice la risoluzione in tempi brevi di una questione estremamente delicata ed urgente". Presupposto della proroga delle concessioni - che l'Unione europea non ritiene possibile in assenza di nuove gare pubbliche di aggiudicazione - è la crisi economica causata dall'emergenza pandemica, che determina un quadro socio-economico completamente diverso e del tutto straordinario. "La stessa Corte di Giustizia europea, in una propria sentenza del 2016 - ha precisato Callari - prevede la possibilità che gli Stati membri deroghino all'applicazione della direttiva Bolkestein in casi eccezionali, per assicurare l'ordine o la salute pubblica, eccezione che mi sembra più che mai giustificata in questo momento di emergenza globale pandemica". ARC/SSA/pph

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