Digitale: Callari, a Regioni coordinamento politiche per innovazione

Trieste, 30 giu - "Affidare alle Regioni un ruolo di coordinamento territoriale delle politiche per l'innovazione e per il digitale. Sono le amministrazioni regionali infatti, a operare da tempo in prima linea, attuando le disposizioni europee e nazionali in materia. E di fronte a nuove sfide quali l'intelligenza artificiale, la gestione dei dati e la sicurezza cibernetica, necessitano di ampliare la loro capacità di governo e di intervento nel rispetto delle specificità dei singoli territori".

È quanto proposto dall'assessore regionale ai Sistemi informativi del Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari, nella sua veste di presidente della commissione Agenda digitale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ai componenti della IX commissione Trasporti della Camera dei Deputati, riunita in videoconferenza per approfondire temi legati al Libro bianco sull'intelligenza artificiale, le strategie europee per i dati e la sicurezza cibernetica.

"Non si tratta - ha aggiunto l'assessore - di una richiesta meramente di ruolo: le Regioni, negli anni, hanno costruito veri e propri ecosistemi dell'innovazione, affiancando gli Enti locali e indirizzando risorse nel sistema economico produttivo dei rispettivi territori, anche attraverso la programmazione dei fondi strutturali. In alcune aree, come in Friuli Venezia Giulia dove opera Insiel, sono presenti veri e propri centri regionali di competenza digitale in house, che ogni giorno si impegnano nell'applicazione delle tecnologie e nel loro utilizzo in ambito pubblico".

Nel corso dell'audizione sono emerse le criticità legate all'infrastruttura in banda ultralarga, "un tema centrale per le Regioni - ha spiegato Callari - che, a causa dei ritardi inaccettabili accumulati da Open Fiber nell'esecuzione dei lavori di connessione, mettono a rischio non solo la possibilità che i nostri cittadini ed imprese non siano connessi in tempi brevi, ma anche le risorse regionali legate ai fondi europei".

Rispondendo alle domande rivolte dalla Commissione parlamentare presieduta da Alessandro Morelli sulle prime sperimentazioni legate alla tecnologia di rete mobile 5G che hanno suscitato l'opposizione da parte di alcuni Enti locali, l'assessore Callari ha osservato come sul tema "ci sia ancora una grande disinformazione sulla quale dovrebbe fare chiarezza chi ha responsabilità di governo, considerato che a oggi non siamo in possesso di rilievi scientifici che attestino la maggiore pericolosità del 5G per la salute dei cittadini, rispetto ai sistemi già in uso".

"Quel che è certo invece, e di questo aspetto ne parleremo nella prossima riunione del Cobul - ha aggiunto l'assessore del Friuli Venezia Giulia - è il rischio che la tecnologia 5G in Italia non possa mai funzionare bene, se prima non riusciremo a completare le infrastrutture di collegamento attraverso sistemi di fibra ottica a banda ultra larga".

"Non meno urgente per le Amministrazioni regionali - ha aggiunto Callari - è la necessità di giungere a una chiarificazione sul modello nazionale di servizi data center e cloud per il settore pubblico, che faccia perno e valorizzi i sistemi e le strutture già sviluppate a livello territoriale. L'idea è quella di dare vita a una sorta di federazione digitale, creare cioè una piattaforma multiregionale che metta in rete best practices, risorse, dati e sicurezza".

"Le Regioni, infatti, detengono data base rilevanti - ha spiegato l'esponente della giunta Fedriga - di grande valore e interesse in ambito sanitario, dei trasporti e della mobilità e sono pienamente consapevoli delle implicazioni anche complesse legate al loro utilizzo, sia sotto il profilo etico che di protezione".

"Il riconoscimento di una funzione alle Regioni - ha concluso Callari - è quindi il primo passo per rendere efficace e pervasivo un approccio unitario nazionale e europeo sui temi del digitale e dare nuovo impulso al suo sviluppo, coerente ed efficace". ARC/CCA/al



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