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Digitale: Callari, serve cambiamento culturale nella P.A.

Trieste, 10 dic - "Digitalizzare la Pubblica amministrazione non significa semplicemente trasferire al computer le operazioni che prima si facevano su carta, ma vuol dire mettere in atto un vero cambiamento culturale, che deve partire in primo luogo dai funzionari, ai quali spetta l'obbligo di declinare questo cambiamento in un miglioramento della qualità del servizio erogato ai cittadini". Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale ai Sistemi informativi, Sebastiano Callari, nel corso dell'incontro organizzato dall'Università del capoluogo giuliano in occasione della Giornata della Trasparenza e intitolato "L'operazione amministrativa alla prova della transizione digitale". Come ha spiegato l'assessore, la pandemia - e il necessario ricorso allo smart working, con la conseguente amplificazione dell'uso della rete nei processi lavorativi - non ha fatto altro che mettere in risalto lo stato di arretratezza tecnologica del nostro Paese sul piano informatico. "Non è un caso - ha sottolineato Callari - che l'Italia risulti essere nelle retrovie delle classifiche europee per quel che riguarda il livello di digitalizzazione della Pubblica amministrazione". Ci sono poi, come ha allertato l'assessore, all'interno di un'evoluzione informatica dei servizi forniti alle persone, i rischi legati all'eventuale creazione di nuove discriminazioni nei confronti della popolazione meno evoluta sul piano dell'uso del digitale, con una particolare preoccupazione per la fascia più anziana della popolazione. "Il nostro punto d'arrivo - ha detto l'assessore - deve essere quello di lavorare per un domani, non troppo lontano, nel quale i cittadini e le imprese potranno seguire passo passo, attraverso la tecnologia, le loro pratiche. Inoltre la digitalizzazione dovrà favorire la massima trasparenza, grazie alla quale aumenterà anche l'efficienza amministrativa". Callari ha poi fatto riferimento ai giovani e al fatto che saranno loro gli interpreti dell'innovazione digitale, "a patto che il rapporto che hanno con l'uso della rete non si esaurisca al solo utilizzo dei social". Infine l'assessore, relativamente al tema della trasparenza, ha portato ad esempio il governatore Fedriga, poiché in un periodo emergenziale come quello che stiamo attraversando "quando un amministratore mette al primo posto il bene dei cittadini, non preoccupandosi dei vantaggi politici o del consenso, non può che agire con massima trasparenza". ARC/GG/al


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