Giovedì, 17 Giugno 2021
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Economia: ok preliminare della Giunta al ddl SviluppoImpresa

Nella seduta di lunedì 20/1, il Cal si esprimerà sull'articolato

Udine, 17 gen - La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha approvato, oggi, in via preliminare, su proposta dell'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il ddl 'SviluppoImpresa' ovvero la legge regionale di riforma del comparto. Il disegno di legge sarà esaminato dal Consiglio delle autonomie locali nella seduta di lunedì per poi passare in commissione e approdare successivamente in aula.

"La maggior parte dei contenuti - ha dichiarato Bini - è il frutto del costante confronto con i diversi portatori di interesse: dalle associazioni di categoria e sindacali, ai consorzi di sviluppo economico locale fino ai cluster e ai diversi imprenditori e punta a supportare una nuova idea di sviluppo non solo nell'ottica della difesa dell'esistente ma anche in quella dell'accompagnamento del sistema manifatturiero regionale verso quella che appare come una sfida decisiva ovvero la rivoluzione digitale. I pilastri del disegno di legge che rinnova gli strumenti di accesso al credito e potenzia il ruolo dei consorzi di sviluppo economico locale - ha proseguito Bini - riguardano l'economia circolare e l'efficientamento energetico, il supporto e lo stimolo alle micro e Pmi, l'innovazione e digitalizzazione delle imprese del Friuli Venezia Giulia, la riqualificazione/rigenerazione del patrimonio edilizio produttivo inattivo e commerciale dei centri urbani e il miglioramento della qualità dell'accoglienza turistica. Con questo articolato si è voluto dare ristoro a tutti i settori economici del Friuli Venezia Giulia".

Diverse le novità introdotte, fra queste vi è l'istituzione di un tavolo permanente che permetterà alla Regione di monitorare, prevenire e gestire le possibili crisi aziendali. Il disegno di legge riorganizza, inoltre, l'intero sistema delle agevolazioni per l'accesso al credito, cercando di sostenere in modo significativo il microcredito (fino 25mila euro) e i crediti di piccolo importo (fino 70mila euro).

In un'ottica di semplificazione i fondi sono stati ridotti da 7 a 5: Frie, Fondo per lo sviluppo, Fondo rotazione crediti, Fondo garanzia imprese e nuove attività e Fondo salvataggio e ristrutturazione imprese in crisi.

"Un'altra novità - ha aggiunto Bini - è rappresentata dalla possibilità di integrare le tradizionali misure di credito con l'attribuzione di contributi integrativi al fine di abbattere ulteriormente gli oneri finanziari sui mutui, inoltre, il Fondo per lo sviluppo finanzierà anche operazioni di microcredito e operazioni di leasing finanziario".

Sarà, poi, completamente rinnovato il fondo dedicato alla concessione di garanzie, al fine di facilitare ulteriormente l'accesso al credito delle imprese.

Novità assoluta è il fondo regionale per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in crisi "con il quali si concederanno prestiti e garanzie ai fini del salvataggio e della ristrutturazione delle imprese in crisi" ha chiarito Bini.

Una parte del ddl è rivolta agli interventi del settore della produzione industriale, della digitalizzazione, della promozione delle imprese giovanili e start up, e all'internazionalizzazione delle imprese. Per quest'ultimo punto vengono ampliate la gamma delle iniziative finanziabili: si prevedono tre nuove iniziative di cui la più rilevante è quella che contempla l'inserimento, nelle proprie aziende, di giovani che hanno conseguito alta formazione. "Con questa misura si punta a trattenere e riportare i giovani nella nostra regione", ha specificato Bini.

L'articolato prevede, in via sperimentale, un sostegno alle Pmi del Friuli Venezia Giulia favorendo le politiche di welfare aziendale, all'interno delle proprie aziende.

"In considerazione del fatto che le stesse, da sole, hanno difficoltà a gestire e organizzare tali politiche - ha aggiunto Bini -, la Regione istituisce una piattaforma digitale per reti di welfare aziendale, all'interno della quale potranno accedervi le imprese iscritte".

Per quanto riguarda i Consorzi di sviluppo economico locale, gli articoli 23 e seguenti, introducono delle novità nel segno dell'efficientamento, della semplificazione e dello snellimento. È rafforzato il loro ruolo di soggetti attuatori della politica industriale regionale.

"Si inseriscono forme di collaborazione tra i consorzi al fine di sviluppare sinergie a livello di sistema - ha informato l'assessore regionale - ed è previsto un riordino 2.0. per consentire ulteriori fusioni tra gli stessi".

Il ddl apporta anche alcune modifiche alla disciplina dei cluster e introduce il cluster relativo al settore turismo.

Nel testo vi sono anche le misure per il rafforzamento dell'innovazione e della competitività sostenibile del sistema produttivo regionale e delle sue filiere. La norma mira a promuovere nell'ambito delle attività produttive regionali l'adozione di modalità di intervento finalizzate a due obiettivi: l'economia circolare e l'efficientamento energetico.

Una parte dell'articolato è poi dedicato agli interventi di riqualificazione del settore turistico. L'articolo 49 rivede la disciplina dell'albergo diffuso. La proposta normativa prevede di caratterizzare maggiormente ciascuna "tipologia" di albergo diffuso per meglio trasmettere al turista le caratteristiche e le peculiarità di territori. Sulla base delle tradizioni, dei prodotti enogastronomici da valorizzare, delle risorse storiche e culturali delle diverse aree, si rende necessario elaborare e proporre sul mercato prodotti turistici differenziati.

"Quanto al tema della riqualificazione e rigenerazione commerciale dei centri urbani - ha chiarito Bini - il ddl fornisce degli stimoli per favorirne il rinnovo e la rigenerazione delle attività commerciali nei centri storici e nelle aree di centro città a rischio di indebolimento socio-economico. Si esprimono misure di vantaggio fiscale riconosciute tramite Comuni (Imu), nonché misure semplificatorie degli adempimenti amministrativi a carico degli operatori economici operanti nel settore del commercio".

Nel dettaglio, l'articolo 54 prevede un intervento che fa leva sulle riduzioni tributarie che gli enti locali possono introdurre, nelle rispettive discipline in materia di tributi locali, rivolte alle attività economiche che si insediano e alle proprietà di immobili ubicati nelle zone urbanistiche di "centro storico" come individuate dagli enti stessi.

Sempre sul fronte della valorizzazione e rigenerazione dei centri cittadini, il ddl introduce i Distretti del commercio, istituto nuovo per l'ordinamento regionale che dovrà servire a focalizzare su precise porzioni di territorio urbano gli interventi per sostenere la rigenerazione di centri storici ed aree di centro-città nonché supportare le microimprese, piccole e medie imprese con percorsi di innovazione e riconversione digitale delle attività commerciali. ARC/LP/pph



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