EMIGRAZIONE: TORRENTI, STATI GENERALI PER AGGIORNARE SOSTEGNO FVG

Udine, 12 ott - "Convochiamo gli Stati generali dei Corregionali all'estero del Friuli Venezia Giulia a 22 anni da quelli che si tennero a Lignano nel 1993. A distanza di tanti anni era opportuno verificare se gli interventi a sostegno dei corregionali, promossi a seguito di quel momento di sintesi, sono oggi ancora attuali. Sarà un momento di lavoro importante, con un centinaio di partecipanti da tutti i Paesi del mondo, per effettuare un monitoraggio diretto su quanto le nostre sei associazioni riconosciute stanno realizzando e per intercettare interessi e bisogni futuri".

Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti presentando gli Stati generali dei Corregionali all'estero che si terranno il 16 e il 17 ottobre, nella sede della Regione di piazza Unità a Trieste. La Regione Friuli Venezia Giulia, convoca quindi, sulla base di quanto previsto dall'articolo 6 della legge per gli interventi in materia di Corregionali all'estero (la 7/2002), una nuova conferenza che sarà l'occasione per fare assieme una riflessione e formulare delle proposte su temi importanti quali il rafforzamento del senso di appartenenza delle Comunità di corregionali all'estero alla cultura di origine, le nuove generazioni di corregionali, la valorizzazione delle attività imprenditoriali dei corregionali all'estero e il loro coinvolgimento nelle missioni di carattere istituzionale e economico della Regione e, infine, l'individuazione di nuovi strumenti di comunicazione.

La Regione, assieme alle sei associazioni riconosciute, ha elaborato una proposta di Documento conclusivo che è stata già trasmessa ai vari circoli, associazioni e fogolârs che riuniscono i corregionali per ricevere proposte e osservazioni che saranno poi oggetto di approfondimento nel corso dei lavori degli Stati Generali. "Vorremmo che sia un documento coraggioso, che volti pagina, pur conservando ciò che di buono c'è negli interventi attuali", ha commentato Torrenti, ricordando che l'approccio delle sessioni di lavoro della due giorni, che sarà aperta dalla presidente della Regione Debora Serracchiani, dal sindaco di Trieste Roberto Cosolini e da Luigi Papais e Franco Narducci, rispettivamente presidenti della Consulta Nazionale dell'Emigrazione (CNE) e dell'Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati (UNAIE), "sarà prevalentemente a orecchie aperte".

"Cercheremo di ascoltare, più che di raccontare quello che stiamo già facendo. Vogliamo capire se le azioni che stiamo promuovendo servono, sono attuali e possono essere migliorate", ha chiarito l'assessore. Presenti oggi all'illustrazione del programma tutti i referenti delle sei associazioni (Ente Friuli nel Mondo; Associazione Giuliani nel Mondo; ALEF-Associazione Lavoratori Emigrati FVG; EFASCE-Ente Friulano Assistenza Sociale e Culturale Emigranti; ERAPLE-Ente Regionale per i problemi dei lavoratori emigrati; Unione migranti sloveni del FVG) che rappresentano i corregionali nel mondo, da loro stessi stimati in ben 2 milioni.

Una stima che non dovrebbe allontanarsi dalla effettiva consistenza numerica dei migranti e discendenti attualmente residenti fuori dal Friuli Venezia Giulia, ma che è frutto, è stato ricordato, di proiezioni statistiche: paradossalmente, rispetto a oggi, i censimenti delle prime migrazioni tra Otto e Novecento erano molto precise, derivanti da registrazioni accurate dei passaporti nei rispettivi Paesi di partenza e arrivo.

Razionalizzare il sistema associazionistico è un altro degli obiettivi dell'Amministrazione regionale e per questo, anche in occasione della presentazione degli Stati generali, Torrenti ha fatto appello all'unità programmatica delle sei associazioni. "Non vogliamo promuovere una fusione a freddo", precisa Torrenti, "che non potrebbe funzionare, ma piuttosto la messa in opera di progetti condivisi, dove ciascuna associazione metta a disposizione le buone pratiche e il patrimonio di esperienza che è frutto della storia di ciascun sodalizio".

Tutte le sei associazioni "hanno una storia diversa e importante ma, con il passare delle generazioni, all'estero questa frammentazione dei riferimenti è sempre meno compresa. Vorremmo quindi - ha concluso Torrenti - che sui progetti principali si riuscisse a dare un'immagine di maggiore compattezza e rappresentatività associazionistica".

ARC/EP



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