ENTI LOCALI: PANONTIN, RINVIO DEL TAR NON BLOCCA LA RIFORMA

Trieste, 23 mar - "Agli effetti pratici della Riforma, la scelta del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) non produce alcuna conseguenza: la legge infatti rimane in vigore e può quindi, allo stato attuale, seguire il suo iter  naturale". 

È il commento dell'assessore regionale alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin al rinvio, disposto dal TAR, all'udienza straordinaria del 26 maggio 2016, appositamente fissata per la discussione e la decisione su tutti i ricorsi proposti, sia per l'annullamento della delibera della Giunta regionale n. 1282/2015, sia avverso la nomina effettuata dalla Regione dei commissari ad acta  ai fini dell'adozione dell'atto costitutivo e dello statuto delle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI).

"L'Amministrazione regionale - ha dichiarato l'assessore Panontin - prende atto della decisione odierna del TAR, che rinvia all'udienza straordinaria del 26 maggio la discussione dei 57 ricorsi, promossi da altrettanti Comuni della regione, per l'annullamento della delibera della Giunta regionale che approva il Piano territoriale di riordino delle UTI".

"Ricorsi che, come sentenziato oggi dai giudici - ha aggiunto l'assessore - saranno discussi unitamente agli altri 27 proposti dai Comuni contro i commissarimenti". "Di fatto il TAR - ha puntualizzato Panontin - per avere un quadro definitivo del contenzioso e sulla base di una valutazione di opportunità, ha inteso mettere insieme i due tipi di ricorsi, chiamando alla pubblica udienza, e non alla Camera di consiglio, anche quelli relativi alla nomina dei commissari. Non si vede quindi - ha detto ancora l'assessore - in che modo da tale rinvio possa derivare alcuna conseguenza politica, come variamente auspicato dalle opposizioni".

Da parte della presidente della Regione FVG Debora Serracchiani viene ribadito "sconcerto per l'atteggiamento contradditorio di quei soggetti che hanno deciso di rivolgersi a un tribunale, non per assicurarsi rapida e certa giustizia, ma con l'auspicio ormai conclamato che la sentenza giunga il più tardi possibile. Trasformare l'iter  della giustizia in un tiro alla fune politico - ha concluso la presidente - non è quanto ci si aspetta da rappresentanti delle istituzioni".

ARC/GG/EP



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