Fondi comunitari: Zilli, politiche flessibili per affrontare emergenza

Udine, 23 apr - "Il percorso della programmazione europea 2021-2027 che unisce i fondi comunitari Fesr e Fse ha subito a tutti i livelli, europeo, nazionale e regionale, uno stallo a seguito dell'emergenza Covid-19. Proprio in virtù di questa situazione di estrema incertezza, la Giunta regionale ha formalizzato al Governo centrale la richiesta di verificare con la Commissione europea la possibilità di prolungare la validità del periodo di programmazione 2014-2020 di almeno un anno e, al contempo, di usufruire, all'interno dell'attuale quadro, di una quota parte delle risorse della prossima programmazione 2021-2027. Sul punto, abbiamo interessato il Governo centrale per una verifica della fattibilità della proposta con le istituzioni comunitarie".

È quanto ha rimarcato l'assessore regionale alle Finanze con competenza su specifiche intersettoriali Por Fesr 2014-2020, Barbara Zilli, nel corso dell'audizione, in via telematica, con la V Commissione presieduta da Diego Bernardis e con la partecipazione del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin. I temi all'ordine del giorno hanno riguardato la riprogrammazione dei fondi strutturali e di investimento europei e la nuova fase di programmazione europea per far fronte all'emergenza sanitaria ed economica provocata dal Coronavirus.

"L'interlocuzione della Giunta regionale nei rapporti con il Governo - ha sottolineato Zilli - è costante ma non è la Regione che può decidere in autonomia sul trasferimento delle risorse comunitarie; il rapporto con l'Esecutivo nazionale è indispensabile affinché lo stesso possa relazionarsi in modo efficace con la Commissione europea".

"Lo Stato ha proposto di recente alle Regioni una riprogrammazione comune di una quota di risorse non ancora utilizzate (pari al 12-18%) di tutti i programmi operativi regionali (Fesr e Fse) e nazionali per introdurre un pacchetto di nuove azioni a favore dell'emergenza - ha spiegato Zilli -; questo meccanismo andrebbe a beneficio di quelle Regioni, in particolare del Sud, che sono indietro con l'utilizzo dei fondi della programmazione europea, ma non sarebbe favorevole per quelle virtuose come il Friuli Venezia Giulia il cui stato dei rispettivi programmi è in fase avanzata e, quindi, con minori disponibilità di risorse da riprogrammare. A copertura di eventuali interventi lasciati privi di risorse comunitarie la proposta di accordo prevede il ricorso a fondi Fsc, ma l'accordo è ancora a livello di negoziazione tra Stato e Regioni".

Zilli ha fatto anche il punto sulle modifiche del quadro regolamentare europeo per rispondere all'emergenza, evidenziando come "la finalità è di garantire maggiore flessibilità nella riprogrammazione dei programmi 2014 - 2020 prevedendo la possibilità di introdurre nuove azioni volte a fronteggiare l'emergenza sanitaria e di intervenire anche in ambiti diversi da quelli previsti dai fondi strutturali". Durante l'audizione, l'assessore ha tracciato il quadro sui principali programmi cofinanziati da fondi europei gestiti dall'Amministrazione regionale, ovvero il Programma europeo di sviluppo regionale (Por Fesr), il Programma del fondo sociale europeo (Por Fse), il Programma di sviluppo rurale (Psr) e il programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Slovenia per il quale la Regione Friuli Venezia Giulia è Autorità di gestione.

"Lo stato dell'arte del Por Fesr 2014-2020 - ha evidenziato - presenta un avanzato livello di attuazione che supera ampiamente la media italiana. Le risorse finanziarie del programma sono pari a 231 milioni di euro a cui l'amministrazione regionale ha affiancato di sua iniziativa un piano aggiuntivo di risorse regionali pari a quasi 89 milioni di euro, per un totale complessivo di 320 milioni".

Nel dettaglio, lo stato di avanzamento del programma, al 21 aprile, rileva che le risorse complessivamente attivate tramite le procedure di bando esperite e in corso sono 301,5 milioni di euro, corrispondenti al 130,6% della sua dotazione Fesr, mentre le risorse impegnate monitorate sono 195,6 milioni di euro, corrispondenti al 84,8%. I pagamenti monitorati, a fronte delle operazioni realizzate, sono invece 116,3 milioni di euro, corrispondenti al 50,4%.

Quanto alle risorse disponibili sulla base della riprogrammazione in corso, l'esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato come "le uniche risorse che risulterebbero oggi realisticamente riprogrammabili hanno carattere residuale, nell'ordine del 4% del totale del programma e sono comunque, attualmente, oggetto di un approfondimento riguardo l'effettivo ammontare e la loro più utile destinazione".

Zilli ha fatto, poi, il punto sullo stato dell'arte della programmazione del Por Fse: "Le risorse finanziarie del programma sono pari a 276.427.814,00 euro, a cui si aggiungono 9.269.496,41 euro a valere sul programma attuativo regionale (Par). Il dato riferito alle attività complessivamente programmate nell'ambito dei Ppo (Pianificazione periodiche delle operazioni), attività realizzate e chiuse, in corso, pianificate e ancora da attivare, ammontano a 265.292.343,51 euro corrispondente al 95,97% del Por Fse".

Sul versante agricolo, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), nell'attuale periodo di programmazione europea 2014-2020, sostiene l'attuazione di interventi tramite i Programmi di sviluppo rurale (Psr); la dotazione finanziaria di quest'ultimo, nel periodo 2014-2020 per il Friuli Venezia Giulia, è di circa 292,3 milioni di euro di cui quota Feasr pari a 126,04 milioni di euro mentre la rimanente parte è cofinanziata da Stato e Regione.

"Al 31 marzo 2020 il programma ha registrato un buon livello di attuazione - ha proseguito Zilli -. Le risorse complessivamente attivate tramite le procedure di bando esperite e in corso sono pari a 283,1 milioni di euro, corrispondenti al 97% della dotazione complessiva, quelle impegnate a favore dei beneficiari sono pari a 275,6 milioni di euro corrispondenti al 94,3%, mentre le risorse liquidate a fronte delle operazioni realizzate sono 134 milioni di euro, corrispondenti al 46%. Delle risorse non ancora attivate (il 3%), una quota parte è riservata ai bandi annuali programmati".

Infine, sul programma di Cooperazione Interreg tra Italia e Slovenia, Zilli ha ricordato i fondi a disposizione pari a 92.588.181,00 di cui 77.929.954,00 a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale ed 14.658,227,00 quale confinanziamento nazionale pubblico e privato.

Nel 2019, il Programma ha allocato tutti i fondi disponibili (per un impegno del 99,7% di spesa) ed ha mantenuto un ottimo livello di spesa e un elevato livello di performance finanziaria, superando di larga misura i target di spesa annuali fissati dalla Commissione Europea. Il programma ha finanziato 60 progetti con 352 beneficiari. ARC/LP/pph



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