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Lunedì, 17 Giugno 2024
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FORESTE: ACCORDO SU PRELIEVO LEGNOSO PIATTAFORMA PER LEGGE DELEGA

Meduno (PN), 21 aprile - L'Accordo interregionale sul prelievo legnoso in ambito boschivo e sulla filiera legno, di cui il Friuli Venezia Giulia è stata Regione promotrice assieme a Lombardia e Veneto, e che è stato siglato recentemente da Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, è un importante atto di indirizzo propedeutico al lavoro che il Parlamento sta compiendo sulla legge delega per le risorse forestali.

È stato sottolineato nel corso del convegno Il bosco 2.0, organizzato a Meduno (PN), su impulso del deputato e componente della XIII Commissione agricoltura Giorgio Zanin, per apportare un contributo nel momento in cui si sta procedendo alla revisione e armonizzazione della normativa in materia di foreste e filiere del bosco. Una riflessione a tutto tondo, con interventi istituzionali, tecnici e imprenditoriali, a cui hanno partecipato anche l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli e il viceministro, con delega alle Risorse forestali, Andrea Olivero.

Salvare le foreste dall'abbandono facendo ricorso a una gestione moderna e sostenibile, affidando il compito anche a imprese private operanti nella filiera foresta-legno e favorire un maggior utilizzo del materiale proveniente da boschi autoctoni sono i capisaldi dell'Accordo e che sono stati richiamati nel corso del convegno dall'assessore regionale e dagli intervenuti.

In Friuli Venezia Giulia - regione coperta per la metà della superficie totale da boschi (360.000 ettari), dal 1960 al 2006 il bosco è raddoppiato e per la gran parte a causa dell'abbandono e spopolamento montano. Il prelievo potrà dunque aumentare, è stato evidenziato, ma dovrà essere sostenibile - e in questo il FVG è già la regione con la più alta percentuale di foreste certificate - e occorrerà superare criticità consolidate, come la frammentazione fondiaria, lavorando nel contempo per potenziare la rete di viabilità forestale e irrobustendo la filiera.

Mentre a livello generale in Italia aumenta esponenzialmente la massa legnosa - potenzialmente oggi sono 12 miliardi e mezzo gli alberi da gestire -, l'utilizzo in Italia per la biomassa non supera ancora il 30 per cento, a fronte di una media europea del 60 per cento. L'industria della trasformazione importa l'80 per cento delle materie prime dall'estero.

Introdotto dal sindaco di Meduno, da ieri anche presidente dell'Unione Territoriale Intercomunale (UTI) Dolomiti Friulane, e dal commissario della Comunità Montana del Friuli Occidentale Andrea Carli, il convegno ha visto i contributi del docente dell'Università di Udine Federico Cazorzi, della presidente dell'Ordine Agronomi e Forestali FVG Monica Cairoli, dell'architetto del paesaggio Carla Sacchi e di alcuni imprenditori, tra cui Paolo Fantoni, vicepresidente di FederlegnoArredo, Stefano Lena per il Gruppo PNBosc, Emilio Gottardo per la cooperativa LegnoServizi, Marco Palazzetti per il Gruppo Apparecchi Domestici Biomasse e Martino De Santa di Legnolandia S.r.l. di Forni di Sopra.

ARC/EP
 



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