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Domenica, 14 Aprile 2024
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Formazione: Regione, in Fvg offerta connessa con domanda aziende

L'assessore al Lavoro al convegno organizzato dallo IalFvg Trieste, 13 mar - I grandi passi fatti dalla Regione negli ultimi anni sul tema della formazione sono rappresentati dal fatto di aver messo in connessione gli attori dell'intero sistema, armonizzando il rapporto tra offerta formative e imprese anche attraverso un'importante opera di programmazione.

Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale al Lavoro nel corso del convegno organizzato dalla Cisl regionale e dallo IalFvg titolato 'Nuove opportunità per le politiche attive del lavoro. Programma Gol e Par regionale, formazione professionale e promozione delle competenze'.

Come ha spiegato la rappresentante della Giunta, le sinergie avviate e la solidità dell'impianto organizzativo realizzato dalla Regione e dalle parti sociali hanno contribuito a consentire alla regione di uscire alla crisi generata dalla pandemia con delle performance, su produzione ed export, a un livello che la pone ai vertici nazionali.

L'assessore si è poi soffermata su alcuni aspetti quali il problema demografico, sensibilmente deficitario in Friuli Venezia Giulia, che rischia di incidere nell'immediato futuro sulla richiesta delle aziende di personale. Basti il dato che si registrano 33mila giovani in meno negli ultimi dieci anni in ingresso nel mercato del lavoro. Da qui l'esigenza di una riflessione sui flussi di lavoratori stranieri e sulla definizione dei profili idonei all'inserimento occupazionale in Friuli Venezia Giulia.

Determinante ai fini dei risultati conseguiti dalla Regione sullo stato di attuazione dei programmi formativi, come ha sottolineato l'esponente dell'Esecutivo regionale, è stata la collaborazione con le organizzazioni di categoria, ad esempio attraverso la realizzazione dei Recruiting day per l'incrocio tra domanda e offerta.

C'è poi, in chiave di orientamento scolastico, l'esperienza positiva degli Istituti tecnologici superiori, capaci di formare dei giovani con dei profili immediatamente spendibili sul mercato del lavoro, nell'ottica di una connessione con la domanda delle aziende.

Inoltre l'assessore ha parlato anche del fenomeno, che vede anche in regione dei numeri considerevoli, delle cosiddette grandi dimissioni, precisando che si tratta di persone che lasciano un contratto a tempo indeterminato per lo più per migliorare la propria qualità della vita, attraverso una nuova organizzazione della professione meno impattante sul piano delle ore dedicate al lavoro e tale da garantire un'autonomia di gestione del proprio impiego.

Infine, sul piano di quanto è stato fatto e quanto c'è ancora da fare, l'assessore - oltre a ribadire la necessità di confrontarsi sugli ingressi di lavoratori stranieri e sulle forme di lavoro innovative come lo smart working o la settimana corta - ha individuato tre campi di azione: affrontare il tema di chi ha una bassa qualificazione professionale; rafforzare le politiche che strutturino le relazioni industriali; investire sulla qualità del lavoro, concentrandosi sulla relazione tra il benessere dei lavoratori e la produttività. ARC/GG/pph



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