Formazione: Rosolen, innovazione passa attraverso crescita dipendenti

A Cordenons avviato primo corso per maestranze 4.0

Cordenons, 3 lug - "Innovare non significa solo investire in macchinari digitali di ultima generazione, ma anche inserire nel proprio organico figure professionali 4.0 capaci di usare la tecnologia e in grado di addomesticare e guidare il cambiamento, senza avere il timore di esserne travolti".

Lo ha detto oggi l'assessore regionale alla Formazione Alessia Rosolen inaugurando nella sede della Scm Zanussi di Cordenons il corso di alta formazione per la digitalizzazione dei processi produttivi nel settore manifatturiero del Friuli Venezia Giulia, rivolto ai dipendenti delle aziende del territorio.

L'intenso programma formativo, finanziato con 200mila euro, è stato avviato con il contributo della Regione, dei parchi tecnologici e degli enti formativi. Il piano rientra nel progetto divenuto pluriennale "Fari manifatturieri Fvg" all'interno della piattaforma Ip4Fvg, il digital innovation hub regionale che, voluto da Regione, Miur e Mise, riunisce 25 partner pubblici e privati con l'obiettivo di creare un sistema in grado di supportare la trasformazione digitale delle imprese del territorio.

"L'investimento in dotazioni tecnologiche - ha spiegato l'assessore regionale - è un elemento sostanziale dell'innovazione digitale, ma non è sufficiente ai fini della modernizzazione, della efficienza e dunque della crescita aziendale né tantomeno garanzia di un lavoro più sicuro e qualificato. Non basta nemmeno formare o assumere un paio di esperti: in ogni azienda sono presenti addetti alla logistica, magazzinieri, operai più o meno specializzati e manutentori per i quali l'utilizzo consapevole della tecnologia e dei programmi per collegare uffici e reparti aziendali costituiscono un elemento prezioso e irrinunciabile con i quali alzare l'asticella qualitativa del lavoro svolto".

"La cultura digitale - ha aggiunto Rosolen - costituisce un elemento trasversale all'azienda che è difficile trasmettere erogando formazione specifica in forma tradizionale. Si tratta, infatti, non di proporre semplicemente contenuti formativi, ma di accogliere un modello nuovo, che sappia trasferire un mix di conoscenze, informazioni, stimoli ed elementi operativi".

Proprio per questi motivi, la Regione ha optato per una metodologia innovativa, cioè quella tra pari, per valorizzare il trasferimento dell'esperienza positiva da collega a collega: il formatore, infatti, non è un docente, un accademico, un teorico, ma un operaio che ha già maturato competenze digitali e racconta di quanto sia migliorato il suo lavoro grazie alla crescita legata all'innovazione e alla digitalizzazione.

"Resistere all'innovazione - ha concluso l'assessore regionale - è esercizio vano e poco lungimirante. I mesi appena trascorsi hanno modificato in modo profondo e irreversibile molti degli impieghi che eravamo abituati a conoscere. È ormai chiaro che l'innovazione tecnologica applicata all'automazione potrà, eventualmente, sostituire alcune funzioni specifiche del lavoro, ma non l'intero processo". ARC/AL/pph
 



In Evidenza

I più letti della settimana

  • Giro d'Italia: Fedriga, tappa Rivolto entrerà in annali manifestazione

  • Istruzione: Rosolen, disposizioni post-Dpcm stabilite da Regione e Usr

  • Alpini: Callari, Regione sempre vicina a Penne Nere, preziose alleate

  • Trasporti: Pizzimenti, servizi per intermodalità in bicicletta

  • Covid: Riccardi, punto tamponi Codroipo completa offerta prossimità

Torna su
TriestePrima è in caricamento