Funzione pubblica: riordino organi collegiali, 67 su 120 senza gettone

Trieste, 21 giu - Sono 120 gli organi collegiali "indispensabili" che forniranno un'attività di supporto all'attività amministrativa della Regione. Per il funzionamento della maggiorparte (67) di questi non è previsto alcun onere a carico dell'Amministrazione regionale.

Un'operazione di riordino approvata oggi dalla Giunta su proposta del governatore Massimiliano Fedriga, in applicazione dell'articolo 26 legge regionale 7/2000, in base al quale, con provvedimento da emanare entro sei mesi dall'inizio di ciascun esercizio finanziario, l'Amministrazione regionale individua i comitati, le commissioni, i consigli e ogni altro organo collegiale con funzioni amministrative ritenute indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali della stessa Regione, con l'obiettivo di conseguire risparmi di spesa e recuperi di efficienza, in un'ottica di snellimento e semplificazione.

In sostanza la delibera riconosce 120 organi, i cui componenti rispondono a un comprovato profilo di competenza su una specifica materia. Si tratta di professionisti ed esperti chiamati ad affiancare dirigenti e funzionari regionali su tematiche in genere particolarmente complesse, quali ad esempio la tutela dei beni paesaggistici, le politiche socio-abitative, la formazione, la farmaceutica, la sicurezza sui luoghi di lavoro, i rapporti con la medicina generale, ma anche cultura, famiglia, ristrutturazione di imprese in difficoltà, artigianato e sviluppo rurale.

Nel dettaglio, 67 dei 120 organi collegiali operano gratuitamente, mentre gli altri 53 prevedono un gettone di presenza. Di questi a 23 viene riconosciuto un corrispettivo (al lordo) inferiore o uguale a 50 euro, a 9 uno dai 50 agli 80 euro, a 7 uno dagli 80 ai 110 e a 14 uno superiore a 110 euro.

Ogni organo collegiale svolge un'attività che non può essere conferita agli uffici regionali, ciò in considerazione soprattutto della presenza di soggetti con competenze non rinvenibili all'interno dell'Amministrazione, come ad esempio rappresentanti di enti, istituzioni e organizzazioni portatrici di interesse.

Per quel che riguarda infine lo storico, già da alcuni anni la Regione ha avviato in questo campo un concreto processo di contenimento della spesa, attraverso più interventi normativi stratificatisi nel tempo che hanno riguardato principalmente il compenso previsto per i componenti. ARC/GG/ep
 



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