FVG-SLOVENIA: SHAURLI, PIU' RICCHI GRAZIE AI RAPPORTI TRANSFRONTALIERI

Cividale del Friuli (UD) - I rapporti con la Slovenia rendono ancora più centrale il ruolo del Friuli Venezia Giulia. Si riassume in questo concetto la riflessione fatta oggi dall'assessore regionale Cristiano Shaurli al Dan Emigranta, l'annuale manifestazione culturale e politica degli Sloveni della provincia di Udine.

"La nostra specialità era stata spesso incentrata sul confine, ora può essere giocata sulla centralità e sui rapporti con tutti i Paesi europei, in particolare con la Slovenia", ha detto Shaurli portando il saluto a nome di tutta la Giunta regionale.

Presente a Cividale anche il ministro per gli Sloveni nel mondo della Repubblica di Slovenia Gorazd Zmavc, al quale Shaurli ha rivolto un ringraziamento per l'ottima collaborazione transfrontaliera che negli ultimi tempi è stata rafforzata dalla riattivazione del Comitato bilaterale Slovenia-Friuli Venezia Giulia.

Il buon livello dei rapporti è stato sottolineato anche dall'europarlamentare Isabella De Monte che nel suo discorso ha posto da esempio la vicenda del Terrano: "Un gioiello delle nostre terre, frutto del Carso che unisce Italia e Slovenia, e che non sarà di certo la burocrazia europea a dividere".

L'europarlamentare ha dunque ricordato come il Friuli Venezia Giulia, proprio con l'apporto dell'assessore regionale alle Risorse agricole Shaurli, si sia adoperato per la risoluzione del problema assieme alla Slovenia e agli europarlamentari di entrambi i Paesi.

I rapporti di collaborazione, tuttavia, non sono solo transfrontalieri, ma anche interni. L'assessore Shaurli ha infatti ringraziato anche la comunità slovena in Italia per l'apporto dato allo sviluppo della regione assieme a tutte le comunità etniche e linguistiche del Friuli Venezia Giulia.

"Insieme, e non solo grazie ai friulani, questo territorio è diventato invidiato e ricco", ha sottolineato Shaurli, ricordando che in tempi non troppo lontani il Friuli Venezia Giulia era una regione dalla quale la gente emigrava in varie regioni italiane e all'estero.

Ed è proprio il fenomeno dell'emigrazione dalle Valli del Natisone, dalle Valli del Torre, dalla Resia e dalla Valcanale che viene ricordato ogni anno, il 6 gennaio, al Dan Emigranta. La manifestazione, nata nel 1963 proprio per merito dei migranti che durante le feste natalizie ritornavano a casa, è ora l'appuntamento politico e culturale di maggior importanza degli Sloveni della provincia di Udine.

"Tutte le nostre identità, linguistiche ed etniche, non sono qualcosa da voltare in termini antagonisti e nemmeno qualcosa che serve a chiudersi o a pensare solo in termini folcloristici - ha indicato Shaurli - ma sono uno straordinario valore aggiunto per far crescere la nostra regione".

Un appello affinché la comunità slovena non venga lasciata a un triste destino da "merce da museo" è stato infine rivolto da Anna Wedam, intervenuta in rappresentanza degli Sloveni nella provincia di Udine.

ARC/PV/PPD



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