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Sabato, 25 Giugno 2022
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Giornata Giusti Umanità: Riccardi, Palatucci simbolo libertà popoli

Il vicegovernatore alla celebrazione di ricordo del funzionario che salvò migliaia di israeliti dallo sterminio Udine, 5 mar - "È importante ricordare il valore di persone come Giovanni Palatucci: un simbolo, insieme a tanti altri uomini e donne che hanno consentito ai nostri paesi di vivere in libertà e democrazia. Necessaria l'analogia con l'attualità: nessuno avrebbe mai immaginato, nelle occasioni che attraversano questi momenti di ricordo, di dover vivere ciò che stiamo vivendo alle porte dell'Europa. Mai come in questi giorni ognuno di noi è chiamato a fare qualsiasi gesto possibile per consentire il sostegno alle popolazioni colpite dalla guerra in Ucraina, sperando che il buon senso e la pace ritornino, e che la capacità del dialogo riesca a ricostruire delle relazioni e a porre fine al conflitto". Lo ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi che questa mattina è intervenuto a Udine, nel Parco della Rimembranza, alla cerimonia di piantumazione di un gelso a ricordo del questore reggente della questura di Fiume, Giovanni Palatucci, morto a 36 anni nel campo di sterminio di Dachau nel febbraio del 1945, deportato dopo aver salvato dallo sterminio migliaia di persone, perlopiù di fede ebraica. Una cerimonia organizzata, d'intesa, dal Comune e dalla Questura di Udine, alla quale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, in concomitanza con la celebrazione, il 6 marzo, della Giornata dei giusti dell'umanità. "La Giunta del Friuli Venezia Giulia e il governatore Massimiliano Fedriga garantiscono l'impegno della Regione a sostenere le popolazioni ucraine nelle attività di accoglienza con tutte le iniziative possibili - ha detto Riccardi -. Credo che lezioni importanti di uomini come Palatucci rappresentino uno stimolo, uno sforzo, per cercare di fare tutto quello che è possibile affinché situazioni del genere non si ripetano e vadano a sostegno di coloro che ingiustamente oggi sono colpiti; nelle possibilità dei nostri gesti, che mai potranno essere così importanti come il valore del sacrificio della vita del giovane questore reggente ricordato oggi". Giovanni Palatucci, nato a Montella (Avellino) nel 1909, prima in servizio alla questura di Genova, fu assegnato poi a quella di Fiume. Divenuto questore reggente, per la sua attività di contrasto alla persecuzione nazista, dopo aver salvato la vita a migliaia di cittadini, soprattutto di fede ebraica, nel febbraio del 1944 fu arrestato e incarcerato a Trieste. Internato nel campo di sterminio di Dachau, vi morì per gli stenti e le sevizie subiti. Nel 1990 ha ricevuto dallo Yad Vashem, l'Ente nazionale ebraico per la memoria della shoah, il massimo onore ed è stato riconosciuto "Giusto tra le Nazioni". Nel 1995 è stato insignito dal Presidente della Repubblica della medaglia d'oro al merito civile. Nel 2004 si è concluso il processo di primo grado per la beatificazione ed è stato proclamato "Servo di Dio". ARC/PT/ma


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