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GIOVANI: PANARITI, APPROVATI PROGETTI CONTRASTO CYBERBULLISMO

Udine, 7 ottobre - Studiare gli aspetti sociali legati al cyberbullismo in Friuli Venezia Giulia ma anche contrastarlo, fornendo ad esempio una prima assistenza legale per chi è stato vittima del fenomeno oppure creando percorsi educativi rivolti agli studenti. A questo proposito, la Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali Loredana Panariti, ha approvato due distinti provvedimenti con i quali si intende analizzare e far fronte agli atti aggressivi e molesti compiuti tra i giovani utilizzando la rete.

Con la prima delibera è stato approvato lo schema di Protocollo di intesa per attuare un progetto regionale di promozione del cyberbenessere e contrasto al cyberbullismo, con priorità ai contesti scolastico e formativo. Lo scopo è quello di individuare strategie di intervento per prevenire il fenomeno e, al contempo, fronteggiare eventuali situazioni problematiche. Sotto la regia della Regione, attraverso le direzioni centrali dell'Istruzione e della Cultura, parteciperanno all'iniziativa altre 11 istituzioni presenti in Friuli Venezia Giulia.

Diversi gli obiettivi che il progetto intende perseguire. Tra questi figurano la realizzazione di una ricerca per acquisire, all'interno degli ambienti scolastici e familiari, alcuni dati sul fenomeno del cyberbullismo e sul modo in cui i giovani utilizzano il web. Inoltre il Protocollo intende creare percorsi di formazione e aggiornamento di docenti, dirigenti scolastici ed enti di formazione professionale, con i quali creare percorsi educativi rivolti agli studenti.

Tra i vari aspetti elencati dal documento figurano anche azioni informative e di sensibilizzazione a favore dei ragazzi, delle loro famiglie e degli operatori, anche in modalità on line.  Queste iniziative intendono dare indicazioni sulle norme che disciplinano Internet e aumentare il senso di responsabilità nei giovani sull'utilizzo del web. Nel Protocollo rientra anche la possibilità di fornire una prima assistenza tecnica legale alle famiglie e ai docenti per la valutazione di eventuali casi di cyberbullismo.

Infine il documento prevede anche l'individuazione e la sperimentazione della Guida Web; questa figura dovrebbe promuovere un impegno di cittadinanza attiva dei giovani nel settore delle nuove tecnologie e, al contempo, garantire negli anni la sostenibilità del progetto.

Con la seconda delibera, invece, si dà il mandato di compiere uno studio sul cyberbullismo all'Unità di Psicologia Gaetano Kanizsa del Dipartimento di Scienze dalla Vita dell'Università di Trieste. L'intento del progetto, denominato CyBuS (Cyber-Bulling and Social influence), promosso dalla Regione in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale (USR), è quello di analizzare la presenza o meno del cyberbullismo nelle scuole del Friuli Venezia Giulia ed eventualmente raccoglierne una casistica.

Lo studio cercherà inoltre di individuare gli aspetti salienti del problema e la ricaduta sociale di questi comportamenti, ma anche di rilevare su un gruppo target  l'efficacia degli interventi sperimentali per contrastare il fenomeno. L'analisi si propone inoltre di acquisire conoscenze sul rischio dalla dipendenza da Internet e sul fenomeno del cyberbullismo tra i giovani della nostra regione. Il campione di questo studio sarà composto da studenti di età compresa tra i 15 e i 18 anni che frequentano le scuole secondarie e gli enti professionali presenti in regione. I dati della ricerca verranno presentati alla fine del 2017.

Il progetto affidato all'Università di Trieste si inserisce in un contesto moto più ampio che ha visto impegnata nel 2016 la direzione centrale della Regione competente nel mettere in rete diversi soggetti. L'intento è stato quello di definire un articolato quadro di azioni per analizzare, dare risposte e fornire strumenti per contrastare i nuovi pericoli sociali e individuali che possono rappresentare insidie del web.

ARC/AL/fc



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