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GIOVANI: PANARITI, LAVORO SIA IN RELAZIONE CON CULTURA E CONFRONTO

Trieste, 30 settembre - "Credo che riaffermare il valore della cultura e dello scambio e metterlo in relazione con il lavoro sia fondamentale". Lo ha sostenuto l'assessore regionale al Lavoro, alla Formazione, all'Istruzione, alle Politiche giovanili e all'Università del Friuli Venezia Giulia Loredana Panariti intervenendo al Forum mondiale dei giovani. Diritto di dialogo in corso di svolgimento a Trieste, al quale partecipano giovani provenienti da 31 Paesi.

"Le storie delle persone e la possibilità di mettersi in relazione sono fondamentali così come l'obiettivo del lavoro. Credo - ha aggiunto Panariti - che sia importante per chi amministra ascoltare e condividere i percorsi che vengono fatti dagli altri e dai giovani in particolare".

Il Forum, che è giunto alla sua nona edizione, si è aperto oggi alla Scuola superiore di Lingue moderne per Interpreti e Traduttori e darà vita fino al 2 ottobre a tavole rotonde sui temi del lavoro e della perdita dei diritti umani sulla base di 50 contributi selezionati tra oltre 200 saggi pervenuti da tutto il mondo. L'iniziativa è promossa dall'Associazione Poesia e Solidarietà, in collaborazione con il Centro internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura giovanile, diretto da Gabriella Valera Gruber, con il Dipartimento di Studi umanistici dell'Università di Trieste.

Il testimonial  della manifestazione, lo scrittore Nicola Lagioia, vincitore del Premio Strega 2015, ha descritto - nel suo intervento - la condizione di una generazione accusata di volta in volta di essere quella dei bamboccioni  o choosy  (schizzinosi). Una generazione "ingiustamente considerata perduta, ma che invece si è sacrificata per tenere in piedi la baracca. Università, giornalismo, editoria non avrebbero retto - così Lagioia- senza i giovani che hanno accettato di lavorare in condizioni che i loro genitori avrebbero rifiutato".

Tra gli oratori, il vicedirettore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Trieste Piergiorgio Gabassi ha messo in guardia da un'interpretazione economicistica del lavoro. "Dobbiamo parlare di lavoro anche in termini di valenze estetiche ed etiche, rispetto alle variabili hard  della legge dei numeri".

Da tutti gli interventi è emerso l'invito al confronto. Secondo Igor Dolenc, vicepresidente della Provincia di Trieste, "il pericolo è la semplificazione del dialogo che porta al localismo, alla xenofobia e all'elevazione di barriere". Emblematicamente la Narodni Dom, sede della Comunità slovena triestina, che sorgeva dove oggi ha sede la Scuola di Lingue moderne, fu incendiata nel 1920 "perché - ha ricordato Dolenc - non ci doveva essere dialogo".

ARC/PPH/EP



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