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GIRO D'ITALIA: SERRACCHIANI, OPPORTUNITÀ E GRANDE VETRINA PER IL FVG

Palmanova, 21 set - Il Giro d'Italia torna in Friuli Venezia Giulia il 20 maggio 2016 e lo fa, nelle parole della presidente della Regione Debora Serracchiani, proponendo una Tappa - da Palmanova a Cividale del Friuli - che potrà rappresentare "una gran bella fotografia per tutto il Friuli Venezia Giulia, una grande opportunità per la nostra regione, una vetrina importante per una parte ancora troppo poco nota del nostro territorio".

Sarà una Tappa dura quella che il Giro d'Italia di ciclismo edizione 2016 mette in scena in Friuli, come oggi è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa di presentazione a Palmanova, nella sede della Protezione civile (omaggio, è stato ricordato coralmente, al ruolo e all'impegno del mondo del volontariato di questa regione), dalla presidente e dal vicepresidente della Regione Debora Serracchiani e Sergio Bolzonello, dagli assessori Paolo Panontin e Cristiano Shaurli, dal direttore generale di RCS Sport Paolo Bellino e dal direttore del Giro d'Italia Mauro Vegni, assieme al responsabile Mass Eventi Andrea Trabuio e dal patron del Giro in Friuli Venezia Giulia Enzo Cainero.

Un percorso di complessivi 161 chilometri, toccando 17 territori comunali delle Valli del Natisone e del Torre, con quattro grandi salite (Montemaggiore, quella da Clodig verso Drenchia, Cima Porzus, infine Valle, da Canali di Grivò a Campeglio) e 3.400 metri di dislivello, passando per due volte nella città longobarda.

Dunque torna il Giro in Friuli Venezia Giulia, dopo le storiche Tappe dell'anno scorso, con lo Zoncolan e l'arrivo in piazza Unità d'Italia a Trieste, "offrendo un'occasione unica per mostrare al mondo le bellezze della regione, con il suo assortimento sorprendente di città preziose e di paesaggi da scoprire", ha sottolineato la stessa Serracchiani.

Al contempo, la presidente ha ricordato come per il Friuli la Tappa del 20 maggio del prossimo anno avrà un forte significato simbolico, ricorrendo a poco più di quarant'anni da quel tragico 6 maggio 1976, "tragedia che fu spartiacque tra la violenza distruttiva della natura e la reazione tenace della nostra gente: la capacità di impegnarsi allo spasimo e di rigenerarsi è da allora entrata nel patrimonio regionale, e la combattività e determinazione dei ciclisti ne è appropriata metafora. Il Giro in Friuli Venezia Giulia saprà ancora una volta regalare una giornata ricca di emozioni da incorniciare".

Una giornata, una Tappa ("importante e decisiva" alla chiusura della seconda settimana della Corsa Rosa, ha evidenziato Mauro Vegni) che si coniugherà a un intenso fine-settimana dedicato al mondo del cicloturismo, con la prima edizione della Gran Fondo del Giro d'Italia, di grande promozione dell'area, a testimoniare la sempre più stretta collaborazione, la sinergia, tra la Regione e RCS Sport, hanno confermato Serracchiani e Bolzonello.

Per il vicepresidente Bolzonello, infatti, si vuole legare sempre più la nostra promozione turistica alle iniziative di RCS Sport: una sorta di "piano industriale", ha detto, tra le iniziative sportive e la nostra proposta turistica e le nostre produzioni agroalimentari, di qualità e di eccellenza.

"Le Valli del Natisone e del Torre - ha aggiunto Bolzonello - hanno una potenzialità turistica grandissima, ma ancora inespressa, che vorremmo suscitare con nuove offerte e pacchetti centrati su questo territorio, e poi lungo l'asse Cividale-Palmanova-Grado".

Una stupefacente bellezza di vallate e salite ancora poco conosciute, ha rimarcato l'assessore Shaurli, in grado di ribadire una perfetta sintesi di quello che è il Friuli Venezia Giulia in chiave turistica: ambiente, cultura, vino, gastronomia, "che vogliamo offrire a un pubblico mondiale all'insegna del turismo lento".

E come sempre, si è soffermato l'assessore Panontin, come già dal 2011 al 2014, tutta la regione e il sistema di Protezione civile si metteranno a disposizione del Giro, a ribadire e suggellare ancora una volta il rapporto speciale tra la Corsa Rosa e il mondo del volontariato del Friuli Venezia Giulia.

ARC/RM



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