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Giustizia: Serracchiani, a Udine servizi aggregati in unico polo

Udine, 8 luglio - Udine avrà la sua Cittadella della Giustizia. La presidente della Regione, Debora Serracchiani, ha presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo friulano, i contenuti dell'accordo tra Regione, ministero della Giustizia, Agenzia del Demanio e Comune che consente il trasferimento degli uffici della Procura e la successiva razionalizzazione di tutte le strutture giudiziarie in un unico polo tra via Gorghi e largo Ospedale Vecchio. L'accordo sarà sottoscritto formalmente nei prossimi giorni.

"Un lavoro di squadra - ha commentato Serracchiani - che consente non solo di dare una risposta positiva immediata al Ministero e alla Procura della Repubblica, ormai sotto sfratto da marzo, ma di avviare concretamente l'iniziativa del Comune volta a riqualificare delle aree dismesse e continuare ad avere presidi dello Stato sul territorio".

L'operazione, è stato evidenziato, consente anche di razionalizzare i costi (da subito ci sarà un risparmio di 225mila euro d'affitto annuo) e fungerà da modello poiché "ci sono tante amministrazioni pubbliche in affitto da privati - ha sottolineato Serracchiani e liberare alcuni immobili comporta risparmi notevoli con cui recuperare aree abbandonate, luoghi che i cittadini non riconoscono nemmeno più come la propria città".

L'intesa si inserisce nel più ampio quadro del Programma unitario di valorizzazione territoriale (Puvat) di Udine, sottoscritto ad aprile tra Regione, Comune e Agenzia del Demanio per la valorizzazione degli immobili pubblici di proprietà comunale e statale presenti in città.

L'accordo attuativo prevede due fasi. Nella prima, saranno spostati negli spazi dell'ex scuola Bonaldo Stringher di via Gorghi gli uffici della Procura attualmente ubicati in via Lovaria, con il trasferimento di circa cento dipendenti. Questo primo lotto, per una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro (1 milione dal Ministero, 1,5 dalla Regione e la restante parte comunale), prevede interventi di adeguamento dell'immobile.

In una seconda fase, saranno trasferiti gli altri uffici della Procura, delle sezioni di Polizia Giudiziaria e dell'Ufficio di Sorveglianza, ora sparsi in maniera frammentaria sul territorio comunale, in una nuova sede negli spazi dell'ex Collegio Uccellis dove troveranno posto altri cinquanta dipendenti.

Come ha illustrato Serracchiani, per la progettazione complessiva del primo e del secondo lotto si potrà attingere al Fondo progettazioni regionale nel quale saranno inseriti 286mila euro in fase di assestamento di bilancio.

La progettazione dovrebbe concludersi entro l'anno per avviare i lavori nei primi mesi del 2018. Per il secondo lotto le parti si impegnano a reperire successivamente le risorse necessarie attualmente quantificabili in altri 4-5 milioni di euro.

Il Comune di Udine si farà carico della progettazione degli interventi di rifunzionalizzazione e adeguamento dell'immobile di via Gorghi, concedendolo al ministero della Giustizia senza la corresponsione di alcun canone per una durata di 36 anni. Le modalità compensative dell'operazione saranno valutate nell'ambito del Puvat dal Tavolo tecnico operativo costituito per la sua attuazione.

Per Pierluigi Di Blasio, direttore regionale dell'Agenzia del Demanio, "questo è un primo passaggio importante nell'attuazione del Puvat che apre le porte ad altri progetti di riuso e valorizzazione degli immobili dello Stato a Udine, tra i quali la Cittadella della Polizia e il polo archivi della Pubblica amministrazione che, in futuro, potranno trovare posto nella ex caserma Cavarzerani, e la soluzione definitiva per la sede degli uffici del ministero delle Finanze".

"Era necessario consolidare la presenza della giustizia nel cuore della città", ha commentato il sindaco di Udine, Furio Honsell, secondo il quale "non siamo più l'ultimo avamposto prima della cortina di ferro ma possiamo contare su nuove vocazioni, come la giustizia o l'Università, che ci rendono città viva". Soddisfatti anche il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, che aveva sollecitato una soluzione congiunta dopo lo sfratto ricevuto dal proprietario privato dell'immobile di via Lovaria alla fine di marzo, ed il presidente della Corte d'Appello di Trieste, Oliviero Drigani, secondo cui "si attua un mutamento profondo nelle logiche di gestione delle pubbliche esigenze con un'intesa forte tra diverse pubbliche amministrazioni che, in questo caso, hanno esercitato anche la specialità della Regione nel fare da veicolo all'odierna sinergia".

Alla presentazione erano presenti anche, tra gli altri, l'assessore regionale al Territorio, Mariagrazia Santoro, il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, e il comandante provinciale dei carabinieri, Marco Zearo. ARC/SSA/fc

 



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