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GRANDE GUERRA: A PROSECCO (TS) IN RICORDO DEI SOLDATI CADUTI

Trieste, 24 maggio - Fu un anno terribile, il 1916, sul fronte carsico della Grande Guerra. Nelle cinque Battaglie dell'Isonzo (dalla V alla IX, da marzo a novembre) che si alternarono in quell'anno, i due eserciti contrapposti subirono oltre 250.000 perdite tra soldati e ufficiali; la sola Battaglia per Gorizia, nell'agosto 1916, fece registrare circa 93.000 tra morti, dispersi e feriti.

Oltre 5.000 di questi Caduti, con la divisa austroungarica, riposano oggi (solo 578 con il loro nome) nel Cimitero di Prosecco, sul Carso Triestino, che oggi, nella ricorrenza del 24 maggio, è stato scenario di uno dei cinque eventi - inquadrati nell'iniziativa nazionale L'Esercito combatte - promossi congiuntamente dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dallo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano e dal Ministero dell'Istruzione.

Prosecco dunque, accanto a Redipuglia, San Michele, Oslavia e Caporetto, per ricordare a distanza di 101 anni dall'entrata in guerra dell'Italia (appunto il 24 maggio 1915) quella che di fatto fu la prima prova della grande decimazione delle Nazioni europee nel corso del secolo scorso, come ha osservato a margine dell'odierna cerimonia l'assessore regionale Francesco Peroni.

E proprio sulla landa carsica, ha osservato lo stesso assessore, si ritrovarono a combattere, talvolta non del tutto consapevolmente, giovani di provenienza diversissima, differenti per ideali, lingua e religione. Contadini, borghesi, operai, intellettuali si ritrovarono  per la prima volta accomunati dalla sofferenza, dal dolore, dalla paura. Molto spesso dalla morte, è stato sottolineato oggi.

Dall'ottobre del 1916 nel Cimitero di Prosecco, restaurato a più riprese nel 1996, nel 2001 e nel 2012, giacciono infatti i resti di giovani soldati di ceppo tedesco, slavo, ungherese, polacco e anche italiano, deceduti nell'allora vicino ospedale da campo ma anche a Banne, Opicina, Basovizza, Doberdò e Piedimonte del Calvario.

A loro, ma idealmente anche a tutti i soldati italiani che patirono e morirono sulla pietraia carsica, anche a tutti quei nemici  triestini, friulani, sloveni e croati che con la divisa austriaca - l'imperial regio 97° Reggimento di fanteria Freiherr von Waldstaetten - furono mandati a combattere e perire nella lontana Galizia, è stata dedicata la corona d'alloro offerta dallo Stato Maggiore, deposta oggi dal comandante del Comando Militare Esercito FVG Alessandro Guarisco ai piedi della grande croce nera che sovrasta e veglia su questi tanti Caduti senza nome.

A fare gli onori il gonfalone ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, una delegazione della Brigata Folgore e un gruppo di studenti provenienti dal Liceo linguistico Carlo Livi di Prato, in Toscana, accompagnati dal professor Giampiero Fossi, le associazioni combattentistiche e d'arma di Trieste e della regione (tra questi gli Alpini di Codroipo), il coro Nino Baldi dell'ANA di Trieste e una rappresentanza degli Amici della Croce nera austriaca.

Nel corso della cerimonia, dopo la lettura da parte dei giovani studenti toscani dei nomi di una decina di Caduti sul fronte della Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia, l'assessore Peroni ha quindi consegnato la medaglia ricordo coniata d'intesa tra Governo nazionale e Regione Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Military Historical Center (MHC) di Udine, ai parenti del soldato siciliano Francesco Sciarrino, del 36° Reggimento Artiglieria da campagna, morto il 25 settembre 1918.

Nei pressi del Cimitero è stato inoltre allestito dal 4° Reggimento Genova Cavalleria un piccolo Info-point.

ARC/RM/ppd



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