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IMMIGRAZIONE: MENO STRANIERI RESIDENTI, PIÙ ACQUISIZIONI CITTADINANZA

Udine, 28 novembre - I risultati del Rapporto immigrazione 2016 mostrano come dopo un quindicennio di continua, anche se lenta crescita, nel 2015 la popolazione residente in Friuli Venezia Giulia sia risultata in calo: -0,3% rispetto all'anno precedente corrispondente a quasi 6.000 unità in meno, principalmente per effetto di un saldo migratorio con l'estero che, sebbene ancora positivo (+1.378 unità), non è riuscito a compensare un saldo naturale negativo (-6.232 unità: 8.575 nati e 14.807 morti).

I dati, illustrati oggi nel dettaglio da Gianluca Dominutti, direttore del Servizio programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica della Regione, e dalla ricercatrice Irene Plet, alla presenza dell'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti, registrano - diversamente da quanto avveniva negli anni passati, quando a incidere sulla contrazione della crescita dei residenti era sostanzialmente l'effetto della de-natalità e dell'invecchiamento della popolazione - come negli ultimi anni sia risultato determinante il calo delle iscrizioni dall'estero: -2,2% nell'ultimo anno, -25% nell'ultimo quinquennio, da 7.350 unità del 2011 a 5.510 nel 2015.

Nello stesso periodo anche le emigrazioni sono calate (da 6.274 a 4.132 unità) ma evidenziando un andamento diversificato: la componente straniera ha dimezzato i flussi in uscita dalla regione e quella italiana ha registrato, invece, un aumento delle cancellazioni per l'estero del 15%. Il fenomeno migratorio, dunque, si esplica in un contesto in continuo mutamento. Da un lato, infatti, l'immigrazione ha parzialmente modificato la popolazione che risiede nel territorio di destinazione dei flussi, dall'altro anche la popolazione che risiede in tali territori è, nel frattempo, variata.

Nel corso del 2014 i flussi in ingresso (5.221 iscrizioni) hanno riguardato prevalentemente stranieri (85% del totale), femmine (54%), di età inferiore ai 30 anni (47,3%) mentre i flussi in uscita (4.004 cancellazioni) hanno riguardato prevalentemente italiani (58,8%), maschi (51,6%), di età inferiore ai 30 anni (36,7%). Oltre 5.000 sono i cittadini stranieri diventati italiani a seguito dell'acquisizione della cittadinanza, un numero quadruplicato nell'ultimo quinquennio.

Al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente in FVG è pari a 105.222 unità di 156 diverse cittadinanze, l'8,6% del totale dei residenti, con un decremento di 2.337 unità, pari al 2,7% in meno rispetto all'anno precedente. La cittadinanza più diffusa sul territorio è quella rumena che, con oltre 23.000 cittadini iscritti in 208 comuni, rappresenta oltre un quinto del totale stranieri. Seguono gli stranieri con cittadinanza albanese (10.661 stranieri), con cittadinanza serba (7.347) e ucraina (5.188). Quasi un quinto degli stranieri residenti ha meno di 14 anni, il 60% circa ha meno di 40 anni (37% il valore calcolato sul totale regionale) per un'età media di 33,9 anni contro i 46,9 anni della popolazione complessiva. Tra la popolazione complessiva si contano circa 205 anziani ogni 100 giovani (indice di vecchiaia) contro i 24 della sola popolazione straniera.

La quota di donne in età tra 15 e 49 anni, è del 60,5% mentre nella popolazione complessiva scende al 39%. Nell'ultimo anno disponibile, il numero medio di figli per donna è pari a 2,04 per le straniere e 1,25 per le italiane; l'età media al parto delle straniere è di quasi quattro anni più bassa rispetto alle italiane (28,6 anni e 32,4 anni). Dei 9.177 bambini nati in FVG, oltre un quarto aveva almeno un genitore straniero: il 17,9% dei nati stranieri era figlio di due residenti stranieri e il 7,4% di coppie miste. Quasi un quinto dei matrimoni celebrati in FVG (18,5%) ha almeno uno sposo straniero.

Al 31 dicembre 2015 sono regolarmente presenti in FVG circa 87.000 cittadini non comunitari (-1,1% rispetto al 2014): di essi 68.811 sono titolari di un permesso di soggiorno e 18.168 sono iscritti sul titolo di soggiorno del soggetto titolare (minori). Il motivo di soggiorno prevalente è il ricongiungimento familiare: oltre 30.000 permessi, (+0,7%). In calo i permessi per motivi di lavoro (-5%) mentre aumentano nettamente i permessi per motivi umanitari, passati da 2.553 del 2014 a 4.217 del 2015, in prevalenza accordati a cittadini afghani (41% del totale). I titoli di primo ingresso rilasciati a richiedenti asilo sono praticamente raddoppiati dall'anno precedente arrivando a 2.635, oltre un terzo dei nuovi ingressi. Nel 97% dei casi si tratta di uomini e nel 74% dei casi di uomini celibi. Otto richiedenti su dieci hanno meno di 30 anni. I minori stranieri non accompagnati presi in carico dai Servizi sociali dei Comuni del FVG, al 31 dicembre 2015 sono 463.

Dall'ultima rilevazione disponibile si contano 19.233 studenti stranieri iscritti nelle scuole del FVG (11,9% del totale), 957 iscritti all'Università e 1.232 iscritti al sistema dell'Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica. Uno studente straniero su due è nato in Italia e uno su quattro tra gli iscritti alle secondarie è arrivato in Italia prima dei sei anni. L'inserimento è regolare nel 49,4% dei casi e in ritardo  nel 50,6%, valore che sale al 70% tra coloro che si sono iscritti direttamente in una scuola secondaria. Nonostante le difficoltà linguistiche segnalate dal 90% dei docenti, meno di un terzo degli insegnanti ritiene che la presenza straniera determini un rallentamento nei percorsi didattici; il 73% dei docenti ritiene che favorisca la crescita dei ragazzi senza pregiudizi e il 68% che favorisca la conoscenza di culture diverse.

Una specifica elaborazione sui dati regionali dell'indagine ISTAT sull'integrazione delle seconde generazioni offre spunti di riflessione sul tema dell'integrazione direttamente dalla voce dei giovani stranieri e degli operatori scolastici delle scuole di primo e secondo grado della regione. L'indagine rivela che la maggior parte dei ragazzi stranieri che frequentano le scuole del FVG si sente straniero (41%), ma tra i nati in Italia prevalgono coloro che si sentono italiani. I ragazzi entrati prima dei sei anni si percepiscono italiani in misura quasi uguale ai nati in Italia.

Meno di un terzo degli alunni stranieri nati all'estero vorrebbe vivere in futuro in Italia. Il sentimento di estraneità alla cittadinanza italiana è più elevato tra gli africani e per i cinesi (il 67% si sente straniero), comunità che si caratterizza anche per l'elevatissima propensione alla frequentazione di connazionali.

Oltre ai fattori culturali, sulle relazioni al di fuori dell'orario scolastico incide anche l'anzianità migratoria: gli alunni di 11 anni e più tendono maggiormente a frequentare i loro connazionali (33,4%) rispetto agli stranieri nati in Italia o arrivati in età più giovane (27,7%). I ragazzi stranieri passano il tempo libero prevalentemente in spazi aperti (strade, piazze e spazi pubblici) o a casa di amici, proprio come avviene per i ragazzi italiani. È invece molto meno diffusa la pratica sportiva (52% dei ragazzi stranieri contro il 73% per gli italiani), in particolare tra le ragazze.

(2-fine) ARC/EP/ppd



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