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Immigrazione: Regione, serve equilibrio per dibattiti a scuola



Pordenone, 5 giu - Ciò che emerge dalla lettera firmata da 90 insegnanti dell'istituto Svevo di Trieste - pubblicata sul quotidiano Il Piccolo di oggi - è un quadro dentro al quale si rafforza la convinzione che la Regione abbia fatto bene a sottolineare l'inopportunità di usare gli spazi scolastici per promuovere un incontro sul delicato tema delle migrazioni. Il tema va certamente affrontato perché ha riflessi importanti sul futuro degli stessi ragazzi, i quali a loro volta necessitano però di strumenti idonei a comprenderlo e interpretarlo correttamente nella sua complessità. Il punto è il come. Ed è qui che si capisce come si sia ingenerato un profondo malinteso, molto più profondo di quanto inizialmente si potesse immaginare.

Sono i concetti espressi dall'assessore regionale alla Sicurezza e immigrazione sul caso scoppiato nei giorni scorsi dopo l'incontro sul tema delle immigrazioni e dell'accoglienza annullato alla scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Svevo di Trieste.

Sul ruolo di Ics (Consorzio italiano di solidarietà, che avrebbe dovuto intervenire, ndr), l'assessore ha voluto precisare di non avere mai visto suoi rappresentanti ai numerosi tavoli convocati dalla Prefettura per affrontare l'emergenza migranti. Ics, viene poi aggiunto, è un appaltatore di servizio per conto di un appaltante, la Prefettura stessa nel caso in esame. In quanto aggiudicatario di un contratto di servizio non si comprende la ragione per la quale tale realtà debba essere considerata idonea a rappresentare le criticità di un fenomeno epocale dalle molteplici sfaccettature.

Viene inoltre da chiedersi, considera ancora l'assessore a proposito di quanto affermato dagli insegnanti che sostengono esserci una stretta collaborazione di Ics con istituzioni pubbliche locali e nazionali, se sia opportuno che un istituto scolastico offra un palcoscenico davanti a una platea di giovani alunni a un soggetto che, negli anni, si è distinto per gli attacchi frontali nei confronti delle istituzioni pubbliche, sia locali che nazionali, che si trovano a lavorare in prima linea per risolvere la crisi derivante dai flussi incontrollati di irregolari sul nostro territorio.

L'esponente della Giunta regionale fa poi notare l'assenza delle medesime istituzioni dal programma dell'incontro che era stato previsto. Si spera - viene evidenziato - che sia solo frutto di una semplice svista, una dimenticanza collettiva dalla quale ripartire per affrontare con serietà e imparzialità un tema complesso che richiede molto equilibrio nella sua trattazione. A maggior ragione in considerazione del tipo di pubblico al quale si intende rivolgersi. ARC/LIS/gg



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