Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Imprese: Bini, da Friulana Costruzioni spinta ambientale innovativa

Codroipo (Ud), 10 set - "Sono orgoglioso di poter visitare delle aziende capaci di investire per creare sviluppo e occupazione sul territorio. Ancora una volta il Friuli Venezia Giulia dimostra di poter contare su imprenditori validi e lungimiranti, capaci di generare innovazione e di investire in ricerca e sviluppo grazie anche alle collaborazioni con il mondo universitario. Queste imprese vanno sostenute".

Lo ha detto oggi l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, visitando nella zona industriale Pannellia di Codroipo, sede operativa della Friulana Ambientale, il costruendo impianto di inertizzazione dell'amianto dell'azienda Friulana Costruzioni, attiva nel settore delle bonifiche ambientali e nell'edilizia civile e industriale.

L'azienda, dopo il primo impianto di stoccaggio dei manufatti contenenti amianto costruito nel 2013, grazie al know how acquisito ha intrapreso la costruzione di un impianto di inertizzazione innovativo e unico in Italia.

Si tratta di un progetto pilota che, come è stato illustrato, è capace di arrivare all'obiettivo dei rifiuti zero.

L'assessore regionale ha voluto esprimere la propria gratitudine nei confronti di chi investe per creare sviluppo e occupazione e la vicinanza dell'Amministrazione regionale al tessuto imprenditoriale.

"Queste visite - ha indicato Bini, accompagnato da vari amministratori del Medio Friuli, tra i quali anche il sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti - sono molto utili per chi deve compiere delle scelte per lo sviluppo del territorio perché consentono di toccare con mano le diverse realtà della nostra regione e di dialogare con gli imprenditori e con gli operatori del settore economico dai quali nascono sempre interessanti momenti di riflessione".

"Le imprese capaci di creare innovazione aprendosi a collaborazione con le università, con i centri di ricerca, con i poli scientifici, rappresentano una strada da percorrere per vincere le sfide di un'economia globalizzata e molto diversa rispetto al passato", ha aggiunto Bini.

Nel dettaglio, l'impianto presentato oggi è in grado di sgretolare e separare il materiale inquinante, l'eternit, composto per il 15% da amianto e per il resto da cemento, trasformando il rifiuto in una soluzione che potrà essere riutilizzata.

La struttura, che ha richiesto circa 2 milioni di euro di investimenti, verrà ultimata entro il prossimo anno ed è stata realizzata grazie anche alla collaborazione con l'Università di Trieste e con il consorzio interuniversitario nazionale per l'ingegneria delle georisosre (Cinigeo). ARC/LP/fc



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