Lunedì, 20 Settembre 2021
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Imprese: Bini, fusione Confidi Udine-Pordenone esempio virtuoso

Tavagnacco (Ud), 27 nov - "Il sistema dei consorzi garanzia fidi del Friuli Venezia Giulia riveste un ruolo importante a supporto dello sviluppo e della crescita delle piccole e medie imprese. Ora si sta consolidando attraverso le fusioni e la Regione conferma per il futuro l'attenzione prestata finora e che si concretizzerà anche attraverso la predisposizione di nuove norme, finalizzate a rendere questi strumenti a supporto del credito ancora meglio rispondenti alle aspettative degli imprenditori".

Lo ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, intervenendo a Tavagnacco all'assemblea straordinaria di Confidi Friuli, nel corso della quale è stata deliberata dai soci la fusione tra i due consorzi di Udine e Pordenone.

L'operazione, è stato evidenziato, consentirà al neocostituito Confidi Friuli, al termine delle procedure istitutive, di entrare nell'Albo dei Confidi vigilati dalla Banca d'Italia e di concorrere a rafforzare la credibilità dell'intero sistema economico del Friuli Venezia Giulia.

"Oggi - ha sottolineato Bini, ricordando che dieci anni fa in Fvg c'erano 14 consorzi di garanzia fidi - tra consorzi vigilati dalla Banca d'Italia e non, essi si sono ridotti a sei: un cammino di razionalizzazione e semplificazione necessario che è merito di chi governa queste importanti strutture creditizie".

Il nuovo Confidi Friuli, con la fusione dei Consorzi di Udine e di Pordenone, sarà un soggetto in grado di svolgere attività finanziarie per 160 milioni di euro e conterà 9mila aziende associate.

"Si tratterà dunque - ha aggiunto l'assessore regionale - di un importante strumento di politica economica perché, rappresentando l'anello di congiunzione tra le imprese e le banche, sarà in grado di offrire servizi adeguati alle attuali esigenze delle imprese".

Le fusioni, secondo Bini, sono dunque un passaggio essenziale verso la razionalizzazione del sistema creditizio e lo snellimento delle procedure di accesso al credito, ma occorre ora mettere i Confidi esistenti in grado di competere anche con le opportunità di servizi analoghi che vengono proposte da fuori regione. Lungo il cammino di razionalizzazione, in dieci anni la Regione ha assicurato ai Confidi contributi per oltre 42 milioni di euro e adesso, ha concluso l'assessore, si sta adoperando per ottenere nuovi fondi europei.

ARC/CM/Red



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