Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Imprese: Fedriga, bene accordo Ud-Pn per Camera commercio unica

Bini: rispettate specificità territorio con senso responsabilità

Codroipo (Ud), 24 ago - "Una soluzione che rispetta le volontà del territorio ed alla quale questa Amministrazione regionale fa da garante per dare al sistema delle imprese risposte mirate a esigenze diverse".

Lo ha affermato oggi a Villa Manin di Passariano (Codroipo, Ud) il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso della presentazione dell'accordo per la Camera di Commercio unica "di transizione" di Udine e Pordenone.

Come ha sottolineato lo stesso Fedriga, la regia della Regione si è basata sul rispetto e il riconoscimento dell'autonomia degli enti camerali e dei loro associati.

"Per questo - ha spiegato Fedriga, introducendo quella che sarà la seconda fase del percorso - abbiamo già avviato la richiesta al Governo di avere la competenza in materia, affinché Udine e Pordenone decidano come meglio organizzarsi".

Il riferimento è alla riattivazione della Commissione paritetica e all'ottenimento da parte dello Stato della competenza regionale sulle Camere di commercio che, una volta ricevuta, potrebbe veder determinato un riordino con tre enti: Venezia Giulia, Udine e Pordenone.

"Di sicuro - ha affermato Fedriga - non sarà la Regione a dire alle associazioni datoriali come fare perché credo che debbano essere le stesse aziende a decidere come meglio organizzarsi".

Sia il presidente della Camera di commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo, che il presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti, hanno riconosciuto il ruolo determinante svolto dalla Regione attraverso l'azione del governatore Fedriga nell'opera di mediazione e di dialogo che ha favorito il raggiungimento dell'accordo.

Da parte sua, l'assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ribadendo il senso di responsabilità dimostrato dai protagonisti dell'intesa, ha detto che l'obiettivo della Regione è stato conseguito attraverso il rispetto delle specificità del territorio, aiutando in questo modo le imprese a trovare una nuova casa "grazie all'unione di due forze".

Declinando infine l'esperienza delle Camere di commercio alla prossima riforma degli enti locali, il governatore ha concluso ribadendo la necessità di ridare una rappresentanza istituzionale elettiva ai territori "non con 18 miniprovince" ma attraverso una nuova architettura che ridistribuisca le competenze di erogazione e gestione a un corpo intermedio, lasciando alla Regione le politiche di alta programmazione. ARC/GG/fc



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