Lunedì, 15 Luglio 2024
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Imprese: Regione, approvato il Master Plan di SviluppoImpresa

Identificati 180 complessi produttivi da recuperare anche attraverso gli incentivi regionali

Trieste, 14 set - Il Master Plan realizzato dalla Regione nell'alveo della legge SviluppoImpresa rappresenta un importante strumento di sintesi territoriale in grado di offrire concrete ipotesi insediative per gli investitori, nella logica del recupero dei siti produttivi dismessi. Già attraverso le prime sintesi territoriali, il documento ha costituito un valido supporto conoscitivo sia per l'Amministrazione regionale, nelle politiche programmatorie, sia per i Consorzi nell'offerta di proposte insediative alle imprese e si è rivelato utile in particolare per l'individuazione delle Zone logistiche semplificate. Tale strumento rappresenta un importante punto di partenza, che andrà progressivamente ampliato, per le future politiche di sviluppo del sistema industriale e territoriale regionale.

È quanto evidenziato in sintesi dall'assessore regionale alle Attività produttive e turismo nel corso della riunione odierna della II Commissione consiliare, durante la quale è stato approvato all'unanimità in via preliminare il Master Plan di SviluppoImpresa Friuli Venezia Giulia (Legge regionale n. 3 del 22 febbraio 2021), sviluppato con il supporto della società Kpmg.

Entrando nello specifico, il Master Plan ha permesso di identificare 180 complessi produttivi degradati, ovvero edifici e aree di pertinenza non utilizzati da più di tre anni o con caratteristiche tali da non essere più idonei ad attività produttive. Per quanto concerne la distribuzione, 112 siti si trovano nell'area di competenza del Cosef (5.839 ettari), 23 della Ziprt (2.181 ettari), 18 del Coseveg (1.130 ettari), 13 del Nip (1.358 ettari), 8 del Cosilt (624 ettari) e 6 del Coselag (700 ettari).

Rimarcando come questa sia la prima esperienza di mappatura di questo tipo effettuata in Friuli Venezia Giulia, l'assessore ha evidenziato l'importante lavoro di governance svolto dai Consorzi, anche al fuori dei perimetri tradizionali degli agglomerati industriali di interesse regionale (zone D1): infatti, il 66% delle 182 strutture degradate si trova nelle zone D2 e D3. In altri termini, il ruolo dei Consorzi ha consentito di limitare fortemente il proliferare di situazioni critiche o quantomeno ne ha favorito il tempestivo recupero. Altro dato rilevante è quello che riguarda i comuni liberi da strutture degradate: sono il 20% del totale, a conferma dell'utilità delle politiche storicamente messe in atto dalla Regione. Il modello dei Consorzi e della pianificazione urbanistica adottato in Friuli Venezia Giulia si rivela quindi vincente, soprattutto se paragonato ad altri contesti, anche vicini come il Veneto.

Sotto il profilo applicativo, ha spiegato l'esponente della Giunta, l'azione di recupero e riattivazione del sistema produttivo ideata con il Master Plan, prevede che i privati riqualifichino i siti degradati per renderli funzionali mentre ai consorzi di sviluppo economico locale spetta la loro infrastrutturazione, consentendo così l'insediamento di nuove attività. Una modalità operativa supportata, in un'ottica di sistema e di risparmio di suolo, dalla Regione con misure destinate specificamente alle imprese (incentivi all'insediamento tramite la Lr 3/2015) e ai Consorzi di sviluppo economico locale (finanziamenti per l'esecuzione di opere di urbanizzazione primaria attraverso la Lr 3/2015 e i finanziamenti per l'esecuzione di infrastrutture locali tramite la Le 3/2015), oltre che con provvedimenti ai quali possono accedere imprese, privati e Consorzi (incentivi per la riqualificazione produttiva e sostenibile dei complessi produttivi degradati tramite la Lr 3/2021). ARC/MA/pph



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