INCLUSIONE SOCIALE: REGIONE IMPEGNATA A GARANTIRE DIGNITÀ LAVORO

Tolmezzo 16 set - Un confronto sulle politiche di inclusione sociale. Su questo tema si sono espressi il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello e gli assessori regionali al Lavoro Loredana Panariti e alla Salute Maria Sandra Telesca in occasione della tavola rotonda programmata all'interno del convegno Comunità, giustizia e politiche di inclusione sociale: legati da legami, che si è tenuta oggi nella sede della Comunità Montana della Carnia.

Un impegno storico, quello della Regione, sul tema della formazione legata all'inclusione sociale, secondo Panariti che ha illustrato come "in materia di Lavoro la Regione ha il compito di promuovere l'inserimento, il reinserimento e la permanenza nel lavoro delle persone a rischio di esclusione con particolare attenzione a quelle appartenenti all'area del disagio così come indicato dalla legge regionale 18/2005" e, sempre in materia di Formazione, ha ricordato anche la legge 76 del 1982 "che prevedeva, già allora, che la Regione promuovesse iniziative formative anche all'interno degli istituti di prevenzione e pena".

Questo impegno storico prosegue, oggi, anche con la Programmazione del Fondo Sociale Europeo (FSE) 2014-2020 (nella precedente Programmazione le risorse erano pari a circa 5 milioni di euro). "Si tratta di un impegno - ha aggiunto Panariti - che una società prende con se stessa, ovvero quello di provare a costruire percorsi che garantiscano la dignità del lavoro e delle persone".

Gli assessori hanno inoltre evidenziato il coordinamento esistente fra le direzioni regionali in termini di funzioni e di persone attive sui temi dell'inclusione sociale e Bolzonello ha tenuto a sottolineare come sia necessario alleggerire dalla burocrazia, per quanto possibile, il sistema che può contare su soggetti con alta professionalità, in modo da dare risposte più efficaci.

Sul fronte lavorativo delle persone soggette a provvedimenti dell'autorità giudiziaria restrittivi della libertà personale, Panariti ha specificato che governare l'inserimento sociale, formativo e lavorativo significa anche promuovere l'intervento integrato e socialmente responsabile di tutti gli attori del territorio, comprese le imprese, per offrire la possibilità di ulteriori interventi anche dopo la formazione. Ma per migliorare la rete, sempre per Panariti, bisogna rafforzare le imprese sociali e le organizzazioni del terzo settore.

Alcuni dati sono stati forniti dall'assessore Telesca che ha ricordato le risorse previste nell'ambito del finanziamento del Fondo sociale destinate alle progettualità che riguardano anche la riabilitazione di detenuti ed ex detenuti "che hanno consentito di realizzare nel 2013, 97 progetti, 50 a favore di persone fino a 25 anni e 47 per gli over 25 anni", ha precisato.

L'assessore ha indicato la necessità di investire di più anche su altre strutture per agevolare misure alternative al carcere, soprattutto per persone affette da dipendenze. "È evidente - ha proseguito Telesca - come molti temi della collettività siano trasversali e tocchino il grande tema dei diritti di tutti".

Sempre sulla formazione delle persone in regime carcerario, Bolzonello ha auspicato che essa sia legata anche a quello che l'istituto può offrire alle imprese del territorio sottolineando come non si possa partire dal costo minore di un detenuto rispetto a un altro lavoratore.

Più in generale, dunque, il dibattito ha fatto emergere come la promozione dell'inclusione sociale e lavorativa delle persone svantaggiate rappresenti uno dei principali obiettivi delle politiche promosse dall'Amministrazione regionale e l'occupazione rivesta un ruolo imprescindibile a supporto dell'inclusione sociale delle persone escluse o a rischio di esclusione dalla società.

ARC/LP



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