Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Industria: Masterplan mappa 180 siti da recuperare in Fvg



Udine, 24 sett - Sono 180 i complessi produttivi degradati collocati all'interno dei sei consorzi industriali e distribuiti in circa 115 Comuni della Regione, censiti e inclusi nel Masterplan regionale, approvato ieri in via definitiva dalla giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale alle Attività produttive.

È questa la fotografia restituita dal documento di oltre 120 pagine redatto dalla Direzione centrale Attività produttive della Regione e da KPMG Advisory, società incaricata dell'indagine operativa, in collaborazione con i Consorzi di sviluppo economico locale del Friuli Venezia Giulia e i Comuni.

È la prima esperienza di mappatura di questo tipo effettuata in Friuli Venezia Giulia.

Un'opera che attua un passaggio fondamentale della legge SviluppoImpresa - come ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive - e che ha diverse utilità. In primo luogo, infatti, il lavoro svolto è rilevante per l'Amministrazione regionale, che potrà così meglio definire i suoi interventi in tema di politica industriale, nonché per gli stessi consorzi che potranno orientare in modo più sistematico il loro supporto al sistema produttivo locale. Infine - è stato detto -, il lavoro sarà utile agli investitori nell'economia locale, che potranno vagliare più efficacemente le localizzazioni adeguate ai propri progetti.

Secondo la norma, i 180 siti sono considerati degradati in quanto includono edifici e relative aree di pertinenza non utilizzati da più di tre anni o con caratteristiche tali da non essere più idonei ad attività legate alla produzione. La collocazione dei siti è così distribuita tra i singoli Consorzi: 62 per cento nel territorio di competenza del Cosef (Friuli); 3 per cento nel territorio di competenza del Coselag (area giuliana); 10 per cento nel territorio di competenza del Coseveg (isontino); 4 per cento nel territorio di competenza del Cosilt (area carnica); 8 per cento nel territorio di competenza del Nip (maniaghese); 13 per cento nel territorio di competenza del Ziprt (Ponterosso e Tagliamento).

Quanto alla tipologia urbanistica 59 siti sono in zona D1 (pari al 32,77 per cento del totale rilevato); 23 in zona D2 (pari al 12,77 per cento del totale rilevato) e 98 in zona D3 (pari al 54,44 per cento del totale rilevato). Questi numeri evidenziano l'importante ruolo di governance svolto dai consorzi, che hanno consentito di limitare fortemente il proliferare di situazioni critiche o quantomeno ne hanno favorito il tempestivo recupero.

L'obiettivo - secondo l'assessore regionale - è porre in essere misure efficaci per riattivare i siti rilevati. Fondamentale, in questo senso, l'alleanza con i privati per la riqualificazione dei siti e l'azione di infrastrutturazione svolta dai consorzi per favorire l'insediamento di nuove attività. In questo modo, è stato evidenziato, la Regione persegue la riqualificazione del territorio e il recupero della competitività del tessuto produttivo, con particolare riguardo alle aree e agli edifici industriali non utilizzati. ARC/SSA/ma



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