Martedì, 18 Maggio 2021
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ISTRUZIONE: LA LEZIONE DEL MILITE IGNOTO PER CAPIRE LE GUERRE DI OGGI

Gorizia, 22 novembre - Un percorso che parte dalla Grande Guerra per arrivare alla Grande Pace, con l'obiettivo di aiutare i giovani a comprendere i drammi generati dai conflitti contemporanei che stanno costringendo alla migrazione intere popolazioni. Questo il concetto espresso oggi a Gorizia dall'assessore regionale all'Istruzione del Friuli Venezia Giulia Loredana Panariti nel corso dell'intervento che ha preceduto la messa in scena dello spettacolo Uno, nessuno, seicentomila. La storia quasi vera del Milite ignoto, raccontata e cantata come un'autobiografia dedicato alle scuole.

Ma, come ha sottolineato l'assessore Panariti, la partecipazione all'evento odierno di circa trecento studenti di scuole italiane e slovene provenienti da tutta la regione "rappresenta al meglio il significato di un progetto che punta a valorizzare la convivenza e a promuovere la cultura della pace". Pensiero condiviso dal direttore del Kulturni Dom Igor Komel, il quale, riferendosi al Teatro che ha ospitato la rappresentazione, ha parlato di "casa della convivenza" per tutti i popoli del Friuli Venezia Giulia.

Animato dalle suggestioni musicali del gruppo degli Hotel Rif, in particolare dalla voce della cantante Sabrina Turri, il racconto - una sorta di autobiografia -, fatto dallo storico e animatore teatrale Emilio Franzina, ha coinvolto i ragazzi nell'atmosfera di un secolo fa, quando quelli che erano i loro coetanei trovarono la morte nella Prima Guerra Mondiale. Il protagonista è il Milite ignoto: uno dei seicentomila soldati caduti, che nel racconto di Franzina diventa un figlio di emigrati italiani in Brasile il quale decide di partire volontario per andare a combattere sul Carso.

Un percorso nel quale la retorica e la satira dell'epoca narravano due visioni contrapposte: quella interventista e quella di coloro i quali difendevano le ragioni della neutralità dell'Italia.

C'è poi dolore delle donne, di quelle tante ragazze che non videro più tornare il loro amato. Un sentimento che nelle canzoni riproposte a cento anni di distanza ha emozionato la giovane platea del Kulturni Dom. Un dramma nel dramma per chi, pur avendo tutta la vita davanti, perse oltre al proprio uomo anche la speranza nel futuro.

L'evento è stato promosso dalla direzione centrale Istruzione della Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, l'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, il Consorzio culturale del Monfalconese e l'Istituto Livio Saranz di Trieste nell'ambito del Programma di formazione, educazione e ricerca Dalla Grande Guerra alla Grande Pace / 2014-2018.

ARC/GG/EP



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