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Istruzione: Rosolen, interventi coordinati per superare criticità

Pordenone, 27 luglio - L'istruzione presenta diverse criticità, puntualmente emerse in una serie di incontri che nei giorni scorsi l'assessore Alessia Rosolen ha tenuto con Igor Giacomini, direttore dell'Ufficio scolastico regionale, dirigenti scolastici, sindaci, assessori comunali all'istruzione, presidenti e direttori delle Uti.

Per dare risposta alle istanze sollevate, sono opportuni interventi sinergici in tutti i settori che vedano coinvolte le direzioni regionali competenti (non solo Istruzione ma anche Salute, politiche sociali e disabilità, Funzione pubblica e sistemi informatici, Autonomie locali, Infrastrutture). Non solo. È emersa la necessità di modificare la normativa regionale vigente, per garantire un equilibrato e funzionale assesto delle scuole e un corretto orientamento dei flussi delle iscrizioni, anche in un'ottica di armonica ripartizione degli alunni tra le classi.

Il tema è stato oggetto oggi di una comunicazione che la stessa assessore Rosolen ha fatto ai colleghi della Giunta, in vista della predisposizione del Piano regionale di dimensionamento della rete scolastica e di programmazione dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2019/2020, che l'Amministrazione regionale deve approvare entro il prossimo dicembre.

Informando di aver promosso nella seconda metà di luglio cinque incontri plenari, che si sono tenuti a Udine, Gorizia, Trieste, Tolmezzo e Pordenone, Rosolen ha parlato delle difficoltà emerse che, ha detto "vanno trattate in maniera coordinata e integrata". Tante le questioni sollevate, che necessitano di risposte efficaci.

Tra le priorità, la necessità di garantire la connettività a tutte le realtà scolastiche per consentire la didattica digitale.

Centrali le problematiche sociali, sotto due forme: le esigenze legate alla presenza di alunni con disabilità anche grave, e la presenza di una elevata concentrazione di alunni di diversa provenienza sociale, culturale, etnica, religiosa e con differenti capacità ed esperienze di apprendimento. Un fenomeno che, come noto, interessa l'intero sistema di istruzione in Friuli Venezia Giulia, anche se in maniera non omogenea.

Da qui, come detto, la proposta di Rosolen, condivisa dalla giunta, di coinvolgere tutte le direzioni e i servizi competenti e di studiare modifiche alle leggi regionali, in particolare alla legge 13 di quest'anno (Interventi in materia di diritto allo studio e potenziamento dell'offerta formativa del sistema scolastico regionale), e di aprire una fase di dialogo anche per prendere in considerazione singole questioni.

Un percorso che, come annunciato da Rosolen, proseguirà in ottobre e novembre con l'acquisizione del parere dell'Ufficio scolastico regionale e dopo avere coinvolto nel processo decisionale anche le Organizzazioni sindacali, le rappresentanze slovene delle scuole di Gorizia e Trieste nonché le Consulte degli studenti.

"Il contributo garantito dai territori, con istituzioni scolastiche e amministrazioni pubbliche, è stato estremamente prezioso. Abbiamo raccolto elementi essenziali per sviluppare progetti logici e mirati. Ovviamente, dobbiamo finalmente affrontare temi complessi e delicati, che per troppi anni la politica ha deliberatamente scelto di minimizzare o rinviare. Sarebbe irresponsabile e pavido fingere di non vedere il problema legato a educazione e integrazione. Vogliamo intervenire per garantire un'offerta didattica all'altezza e trovare soluzioni eque, che non determinino un rallentamento nel percorso di apprendimento e crescita dei nostri ragazzi". ARC/PPD
 

 



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