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Lavoro: Rosolen, condizionalità reddito cittadinanza e più formazione

Corno di Rosazzo, 8 lug - "Per far ripartire l'occupazione anche nel settore edile bisogna lavorare su formazione e inserimento lavorativo e porre delle condizionalità al reddito di cittadinanza o al salario minimo. La Regione ha lavorato con la concertazione e ha promosso percorsi formativi organizzando negli anni attività condivise con le organizzazioni sindacali, le casse edili, le associazioni di categoria, mantenendo alta l'attenzione per una collaborazione che fosse più organica possibile". Questo uno dei passaggi salienti dell'intervento con cui l'assessore regionale al Lavoro e formazione Alessia Rosolen ha contribuito alla tavola rotonda nel corso del 14° Congresso regionale della FenealUil dedicato al tema 'Valorizzare il lavoro. Riqualificare il futuro' che si è svolto stamattina a Corno di Rosazzo. Nel corso della tavola rotonda si sono confrontati assieme all'assessore l'imprenditrice Angela Martina presidente della Federazione europea delle costruzioni, Matteo Tonon presidente del Cluster Legno Arredo Casa Fvg, Matteo Zorn segretario generale Uil Fvg e Vito Panzanella segretario nazionale FenealUil. Carenza di manodopera, Bonus 110, sicurezza sul lavoro nel campo edile sono i temi toccati nel corso del dibattito della mattinata che ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche di Gianni Pasian segretario regionale della Filca Cisl Fvg e di Massimo Marega segretario regionale della Fillea Cgil. Per Rosolen "l'idea di puntare sul Bonus 110 per rilanciare l'edilizia e restituire dignità al nostro patrimonio immobiliare superando la crisi del settore si è dimostrata solo in parte efficace perché nella realtà il mercato è stato drogato e non si è pensato agli effetti drammatici che un intervento estemporaneo poteva causare nel nostro sistema". Quanto al valore del lavoro l'assessore ha richiamato "l'impegno della politica a costruire le basi affinchè il settore edile ritrovi dignità nel mercato del lavoro e torni ad essere attrattivo per i giovani. Solo adesso in Italia si è iniziato a parlare degli Its e della formazione tecnica superiore, ma arriviamo 50 anni dopo rispetto a Germania e Francia. Il Friuli Venezia Giulia ha invece puntato molto in questi anni sui percorsi professionali e sulla integrazione scuola-lavoro che può essere migliorata ma non è rinunciabile se si vuole rispondere al tema dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro". La Regione proseguirà nella promozione dei percorsi di formazione professionale rivolta ai giovani e investirà sulla formazione dei lavoratori, ma soprattutto investirà sulle politiche per la crescita demografica che resta la principale urgenza assieme al contrasto alla precarietà. ARC/SSA/ma


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