Domenica, 16 Maggio 2021
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Lavoro: Rosolen, serve premiare competenze per attrarre talenti

Trieste, 31 mar - Per attrarre o trattenere in Friuli Venezia Giulia talenti e alte professionalità è necessario che il tessuto economico sia in grado di premiare le competenze. Attorno a questo obiettivo la Regione ha costruito un ecosistema di incentivi e servizi che sono il contenuto del disegno di legge presentato oggi in VI commissione consiliare dall'assessore regionale al Lavoro e istruzione, Alessia Rosolen.

"Sono convinta che il tema dell'attrazione e della permanenza di persone con elevate competenze sul nostro territorio avesse l'urgenza di un testo organico che comprendesse tutto quanto il sistema regionale può mettere a disposizione" ha esordito Rosolen, definendo appunto "ecosistema" l'architettura normativa del ddl 129 "Disposizioni regionali in materia di sostegno alla permanenza, al rientro e all'attrazione sul territorio regionale di giovani professionalità altamente specializzate - Talenti FVG" approvato dalla Giunta regionale lo scorso 13 marzo.

"Il ddl accoglie le sollecitazioni giunte dal governatore e dalla maggioranza, sensibili a questo tema, ed è condiviso con le parti datoriali del nostro territorio. Si tratta di un testo aperto, corretto e reso organico inserendo aspetti che tengono conto dei contributi giunti da più parti e che attendo di ricevere anche dalla discussione in Aula" ha dichiarato Rosolen.

La norma intende promuovere la competitività e l'attrattività del tessuto economico regionale sostenendo azioni finalizzate a valorizzare l'alta professionalità di soggetti con non più di 35 anni in possesso di una laurea magistrale in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (Stem) o un master universitario di primo o secondo livello o un diploma universitario di specializzazione o un dottorato di ricerca.

A supporto delle leve su cui il ddl si fa forza per raggiungere gli obiettivi prefissati, Rosolen ha anticipato alcuni dati riferiti agli esiti di una ricerca condotta dall'Agenzia Lavoro&SviluppoImpresa (che sarà a breve presentata integralmente). Emerge innanzitutto che gli iscritti alle università della regione sono per l'80 per cento residenti in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, ma che al termine degli studi escono da queste due regioni per andare in Lombardia o all'estero. "Chi non resta lo fa perché all'estero o in altre sedi trova maggiori possibilità di carriera: il 71,1 per cento dei laureati titolari di borse di studio in Friuli Venezia Giulia riferisce che uno dei motivi per cui lascia la regione è il livello retributivo" ha riferito Rosolen, sottolineando anche che "la maggior parte di loro è disposta a rientrare in presenza di una possibilità di carriera e retribuzione pari o vicina a quella che trova fuori Paese. Il 50 per cento di chi va all'estero rimane comunque disoccupato, ma chi è occupato fuori dai confini nazionali è molto più soddisfatto di chi ha scelto di restare. Ciò dimostra che all'estero non è sempre così facile trovare lavoro, ma quando lo si trova, carriera e retribuzione sono decisamente più alte" sono state le considerazioni dell'assessore portate all'attenzione della Commissione. "Per questo abbiamo chiesto al tessuto economico di applicare un contratto a tempo pieno indeterminato con adeguata retribuzione, di riconoscere così merito ai talenti e di attivare, per chi non lo ha già, un sistema di welfare aziendale" ha detto Rosolen. "È vero che ci sono più chance di impiego, anche all'estero, per i laureati stem, ma il principale problema resta la retribuzione e la tipologia contrattuale dato che chi ha una laurea in queste discipline e viene impiegato in Friuli Venezia Giulia o in Italia inizia comunque la propria carriera con contratti atipici".

L'assessore ha poi sottolineato l'importanza di anticipare le necessità di chi intende lavorare in Friuli Venezia Giulia attraverso il supporto dei Centri per l'impiego che in questo ambito avranno un ruolo più ampio rispetto alla legge regionale sul lavoro, potendo agire per il reclutamento anche a livello nazionale e all'estero, attraverso le reti europee per l'impiego. Anche agli Enti locali viene attribuito un ruolo attivo attraverso gli sportelli Informagiovani e Risposta casa.

"La legge così impostata si pone tre ambiziosi obiettivi: premiare le competenze, incidere sul tema della crisi demografica, invertire la tendenza allo spopolamento di aree intere del nostro territorio" ha detto infine l'assessore. ARC/SSA/ep



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