Legalità: Roberti, istituzioni Fvg unite contro spaccio stupefacenti

"Intollerabile che nostre città diventino centrali di spaccio"

Trieste, 15 mar - "L'operazione congiunta condotta questa mattina da Polizia di Stato e Guardia di Finanza con il coordinamento della Procura della Repubblica non rappresenta solo un blitz necessario a stroncare un ampio giro di spaccio di stupefacenti, ma è la dimostrazione di come in Friuli Venezia Giulia la lotta ai 'mercanti di morte' venga coordinata tra le istituzioni ed attuata attraverso una strategia precisa ed efficiente".

È questo il commento dell'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, all'azione attuata questa mattina dalle Forze dell'Ordine all'interno del Silos in disuso adiacente alla stazione ferroviaria di Trieste, ora sotto sequestro, che ha portato all'arresto di sei cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno per reati connessi al traffico di stupefacenti.

Roberti ha dichiarato che "non possiamo tollerare che un'area cittadina, solo perché isolata e difficilmente raggiungibile, diventi una sorta di 'zona franca' dello spaccio, dove criminali senza scrupoli vendono, anche ad adolescenti, il veleno che rovinerà per sempre le loro vite o, come è già successo, li condurrà ad una morte atroce. Le istituzioni del Friuli Venezia Giulia non possono accettare che si verifichino fatti di questo tipo e devono dichiarare guerra a tutti i 'venditori di morte'. L'operazione di oggi dimostra quindi che è necessario alzare ulteriormente il livello di guardia e supportare le azioni di contrasto al traffico e allo spaccio di droga".

Roberti ha rimarcato che "la professionalità con la quale è stata condotta questa operazione, oltre a rendere d'obbligo i complimenti a tutte le Forze dell'Ordine, sottolinea l'importanza delle attività di presidio territoriale e vigilanza attuata dagli uomini e dalle donne che indossano la divisa. Queste persone, delle quali dobbiamo essere orgogliosi, svolgendo il proprio lavoro con determinazione e costanza, hanno raccolto per mesi gli elementi e le prove che oggi hanno permesso di smantellare questo mercato della morte".

L'assessore ha quindi confermato che "il sequestro del Silos è un ulteriore passo avanti, che renderà più semplice tenere alla larga della struttura i malintenzionati, fino a quando non ci saranno investimenti privati per il recupero dell'immobile". ARC/MA/dfd



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