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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Legalità: Roberti, parte da ciascuno di noi il rispetto delle regole

Udine, 13 nov - "Rispettare le leggi è un dovere, ma dovrebbe essere ritenuto anche un piacere, il piacere di fare del bene alla propria comunità. Dobbiamo renderci conto che quando si infrange una regola non solo viene commessa un'azione sbagliata ma, soprattutto, vengono danneggiate altre persone".

Lo ha detto l'assessore regionale alle Autonomie locali, Funzione pubblica, Sicurezza e Immigrazione, Pierpaolo Roberti, nel videomessaggio realizzato per l'incontro "A scuola di libertà" evento organizzato in collaborazione con l'associazione Volontariato e Giustizia di Udine, Icaro, nell'ambito del progetto "Il piacere della Legalità: mondi a confronto. Legami di responsabilità" con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la sinergia di dieci istituti scolastici di diverso ordine e grado della città di Udine (licei C.Percoto, G. Sello, N. Copernico, G. Marinelli, Cpia-scuola carceraria, istituto Malignani, Stringher, Marinoni, Deganutti e istituto comprensivo 2° Udine-Sede Valussi).

Nel portare il saluto dell'Amministrazione regionale ed esprimere il proprio ringraziamento agli organizzatori, l'esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato il valore dell'iniziativa che "esprime già tutto nel titolo "Il piacere della legalità" - ha evidenziato -. Va compreso che il rispetto delle norme non deve essere vissuto come un'imposizione quanto come un piacere per quel senso di comunità che dovrebbe aiutarci a capire che infrangendo una regola noi danneggiamo qualcun altro".

L'appuntamento di sensibilizzazione e informazione è rivolto agli studenti delle scuole superiori, per promuovere il rispetto delle regole, sensibilizzarli sul senso di privazione della libertà, porre attenzione alle problematiche connesse alle devianze, aumentare la consapevolezza sulle conseguenze penali di azioni considerate come semplici bravate o banale bullismo.

E su questo aspetto Roberti ha richiamato l'attenzione rimarcando come "gli atti di bullismo configurano un reato: non vanno messi in pratica perché sono sbagliati dal punto di vista normativo ma, prima di tutto, non devono essere attuati perché feriscono un compagno di classe, un nostro amico. Quell'atto è sbagliato non solo perché lo dice la legge ma perché fa subire un torto a qualcun altro".

"La Regione continuerà a mettere a disposizione dei fondi per sensibilizzare sul fenomeno - ha detto Roberti -. Abbiamo una linea dedicata sul bullismo così come abbiamo contributi per la realizzazione di attività di prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata e dei reati di stampo mafioso e per la promozione della legalità. L'auspicio - ha aggiunto - è che questi fenomeni possono scemare fino a scomparire non solo grazie alla normativa ma grazie all'ampliamento di una coscienza comune che ci farà capire che certi atti sono profondamenti sbagliati".

Un altro appello Roberti lo ha rivolto al rispetto delle regole legate alla pandemia: "Rispettiamo le distanze, l'uso delle mascherine, vacciniamoci per dare concretezza a quel senso di comunità che deve orientarci nella vita, per quel piacere di poter far del bene alla nostra comunità che deve essere insito in tutti noi". ARC/LP/pph



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