Lunedì, 26 Luglio 2021
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MIGRANTI: TORRENTI/SHAURLI, SENTIAMO RESPONSABILITÀ DI INTERVENIRE

Trieste, 6 luglio - "A Udine non ci sono richiedenti asilo non accolti e gli episodi di molestie e violenze non sono numerosi, sono circoscritti e perseguiti dalle Forze dell'Ordine. Ciò non toglie che sulla cittadinanza vi siano evidenti ripercussioni, e sentiamo perciò la responsabilità di intervenire".

Lo ha rilevato l'assessore regionale alla Solidarietà del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti. Gli episodi verificatisi alla Caserma Cavarzerani "confermano come la scelta, faticosa e complessa, di un'accoglienza spalmata su tutto il territorio sia l'unico metodo per rendere compatibile la crisi umanitaria con le esigenze dei residenti, il rispetto delle regole e forme di prima integrazione, ad esempio attraverso l'apprendimento della lingua e le attività volontarie socialmente utili".

Secondo Torrenti, "è di gestione potenzialmente critica l'utilizzo di grandi caserme - invocato ripetutamente dal centrodestra - come la Cavarzerani stessa che, pur essendo stata allestita per 250 ospiti, ha dimensioni tali da permettere, in emergenza, numeri ben maggiori. E questo è un problema che avevamo più volte ventilato".

A Udine sono presenti 264 ospiti in accoglienza diffusa, in linea con la quota della città. Complessivamente nelle due caserme si trovano temporaneamente ospitate 992 persone, a fronte di una capienza ottimale di circa 350 persone. Per cui, secondo Torrenti, "la difficile situazione dell'affollamento della Cavarzerani si risolve necessariamente con continui spostamenti dei profughi in altre regioni italiane e in quest'ottica è indirizzato il lavoro della Giunta regionale".

Questa soluzione "prevede la collocazione in altre Prefetture, visto che i profughi non ci vengono assegnati ma arrivano direttamente nella nostra regione dall'estero. L'impegno del Dipartimento dell'Immigrazione del Viminale è di riallocare 500 persone in tempi brevi, oltre alle 200 spostate nei giorni scorsi".

L'assessore regionale Cristiano Shaurli, da parte sua, ha anche rilevato che il popolo friulano non corrisponde a quello raffigurato in certi commenti aggressivi apparsi sul web e sui social. "I friulani ricordano bene - così l'assessore - la loro tragica storia di emigrazione e anzi sono quelli che gratuitamente e silenziosamente si adoperano nell'accoglienza dei profughi".

In generale, il piano di accoglienza diffusa che prevedeva la sistemazione di 3.000 richiedenti asilo e che ha coinvolto 82 Comuni, ha avuto piena applicazione con una buona distribuzione territoriale - ha concluso Torrenti - salvo alcune rare criticità locali che vanno affrontate anche se riguardano piccoli numeri".

ARC/PPH/EP



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