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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Milite ignoto: Callari, Monfalcone terra difesa con valori identità

Monfalcone, 27 ott - "Un evento che riesce a far riflettere sui valori di una generazione che si è sacrificata combattendo per permettere a tutti noi di vivere il nostro Paese come oggi lo conosciamo: consentendo a tante persone di poter mantenere la propria identità, le proprie radici familiari grazie alla restituzione di territori divisi da un confine, prima che il sacrificio di 650 mila soldati italiani valesse a liberarli. Un evento, quello odierno, che mette in luce il significato di che cosa rappresenti la scelta di combattere per la difesa della propria Patria, ma che nel contempo mette in risalto i valori della pace e della solidarietà. Valori fondanti della nuova Europa alla quale apparteniamo assieme ai popoli contro i quali, in altre epoche, abbiamo combattuto; fieri di aver difeso i diritti della nostra gente e le nostre origini antiche, che si leggono nella storia del continente. Valori, che dobbiamo continuare a preservare senza che questo percorso possa essere male interpretato e confuso con le sterili e semplici manifestazioni ascrivibili al nazionalismo o al mero campanilismo". Sono questi, in sintesi, i concetti espressi dall'assessore regionale al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, intervenuto a Monfalcone alle cerimonie che hanno accompagnato l'arrivo della Staffetta Cremisi nella città dei cantieri, penultima tappa dell'evento simbolico ideato dall'Associazione Bersaglieri d'Italia per ricordare, attraverso un percorso che collega Trento a Trieste e proseguirà domani ad Aquileia per concludersi a Roma, il centenario del riconoscimento e della istituzione della figura del Milite ignoto, avvenuta al termine della Grande Guerra. La tappa di Monfalcone, aveva evidenziato il sindaco, Anna Maria Cisint, è particolarmente significativa perché la città si è trovata sul fronte dei combattimenti per l'intera prima guerra mondiale. L'evento odierno, ha detto Callari nel portare il saluto della Regione e del Governatore Fedriga, è rivolto soprattutto ai giovani (presente una scolaresca) affinché il ricordo dei tragici eventi della Grande guerra possa divenire un messaggio di pace da tramandare di generazione in generazione e sappia stimolare la ricetta per un mondo migliore. "Sicuramente - ha aggiunto l'assessore - se un secolo fa qui si vivevano momenti drammatici e oggi possiamo essere protagonisti di una vita migliore, lo dobbiamo a quanti si sono sacrificati, combattendo, per permetterci di conoscere e riconoscere la nostra identità, di capire cosa rappresenti il significato del termine nazione e di quanto sia fondamentale nella vita di ogni giorno". Purtroppo, ha precisato Callari, oggi qualcuno mette in dubbio il significato dell'essere nazione, parla del nazionalismo come di un concetto sbagliato, ma non è così. Essere nazione, ha affermato l'assessore, significa poter portare dentro di sé il proprio nome e cognome, il nome e cognome della propria famiglia: ora, se possiamo dire di essere italiani è perché coloro che hanno combattuto per noi hanno fatto sì che possiamo essere orgogliosi della nostra identità. Il Milite Ignoto, ha concluso Callari, rappresenta questi valori attraverso un'immagine ideale, senza volto né un corpo identificabili: è l'anima e l'immagine di un popolo e costituisce la sintesi del concetto di come sono fatti gli italiani; egli reca un messaggio fondante, da tramandare nel tempo, sinonimo di un popolo che è fiero di vantare la sua storia antica, ricca di cultura. ARC/CM/gg


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