Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Minoranze: Callari, favorire cittadinanza digitale e transfer dati

Gorizia, 13 nov - Favorire la cittadinanza digitale anche alle persone che parlano una lingua minoritaria e proseguire a supportare i Comuni del Friuli Venezia Giulia nelle operazioni di trasferimento delle anagrafi comunali nell'anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).

Sono questi alcuni degli impegni che la Regione sta portando avanti anche con il supporto di Insiel e che l'assessore Fvg ai Servizi informativi, Sebastiano Callari, ha sottolineato, oggi a Gorizia, in occasione dell'Infoday dedicato alla rete per l'uso della lingua slovena nella Pubblica amministrazione.

Nel ribadire come sia fondamentale sostenere le diversità linguistiche della nostra comunità, i cui diritti sono sanciti dalla Costituzione e dallo stesso Statuto della Regione, Callari ha voluto evidenziare l'importanza di favorire l'utilizzo dei servizi dell'amministrazione digitale anche per i cittadini delle lingue minoritarie che devono poter essere messi nelle condizioni di esercitare la cosiddetta cittadinanza digitale.

"Scontiamo dei ritardi - ha affermato l'assessore - nel declinare il concetto di cittadinanza digitale dovuti in parte alla tecnologia; basti pensare - ha evidenziato - che le tastiere dei pc non sono dotate di tutti i caratteri utili a scrivere correttamente i nomi in lingua slovena".

Un altro aspetto ha riguardato l'Anpr, la banca dati centrale nazionale in cui vengono mantenute aggiornate informazioni quali la residenza e lo stato di famiglia e nella quale i Comuni devono far confluire i dati delle proprie anagrafi.

"Questo passaggio di informazioni non è sempre facile - ha indicato Callari - dato che la piattaforma nazionale non è predisposta per accogliere i dati anagrafici delle persone di lingua non italiana come accade, ad esempio, con il Comune di Trieste. Stiamo facendo uno sforzo per dotare di adeguati strumenti i nostri enti locali per portare a termine le operazioni".

Uno degli aspetti evidenziati dall'assessore regionale ha riguardato anche la traduzione degli atti amministrativi e, in quest'ottica, è particolarmente rilevante l'attività dell'ufficio centrale per la lingua slovena nella Pa il cui obiettivo, come è stato illustrato, è il miglioramento dell'uso della lingua slovena nei rapporti tra Pubblica amministrazione e cittadini anche mediante attività di traduzione e interpretazione.

A un anno dalla costituzione della Rete, i soggetti che vi hanno aderito sono 36 di cui 30 Comuni, e sono state stipulate 26 convenzioni con la Regione. Sono stati organizzati 26 corsi di lingua slovena per principianti di 40 ore, ciascuno per 20 persone, e il finanziamento triennale per l'attività di sportello, ovvero interpretazione e traduzioni per i soggetti aderenti, ammonta a 3milioni e 240mila euro di fondi statali per l'utilizzo della lingua slovena nella Pa. Fra i servizi offerti, anche l'uso di un software per la traduzione assistita.

A portare un saluto con un video messaggio è stato anche l'assessore regionale alle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, che ha ribadito il valore positivo della rete e auspicato un incremento delle adesioni. ARC/LP/fc



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