Domenica, 19 Settembre 2021
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PARI OPPORTUNITA': PANARITI, PREVENIRE E COMBATTERE LE OMOFOBIE

Trieste, 29 ott - Combattere il conformismo e dare sempre più spazio alle cosiddette diversità: non è solo uno slogan sociale, etico, ma quanto stanno ormai sperimentando da tempo e con successo tante grandi aziende globali e molti marchi commerciali di successo. Creare gruppi manageriali di persone diverse per cultura, stile sociale, sistema di credenze, background, età, nazionalità, genere, orientamento affettivo-sessuale, rende l'impresa sempre più competitiva, favorendone così il business.

Dall'esclusione, infatti, si genera solo una possibile perdita aziendale, ha osservato Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario Internazionale (FMI), con stime di perdite di PIL del 5 per cento in USA, del 9 per cento in Giappone; addirittura di 15 punti percentuali in Italia, sempre secondo il direttore dell'FMI, come è stato raccontato al MIB School of Management di Trieste nell'ambito del dibattito sul Global inclusion. Diversità, inclusione, innovazione.

All'incontro, nel corso del quale è stato presentato il volume Le aziende cambiano: nuove strategie per innovare e competere, di Andrea Notarnicola (consulente di direzione e partner di Newton Gruppo 24 Ore), l'assessore regionale alle Pari Opportunità Loredana Panariti ha ricordato come sul piano dell'inclusione sociale la Regione Friuli Venezia Giulia sia attivamente impegnata, lavorando soprattutto sulle scuole, per contrastare in particolare il fenomeno del bullismo omofobico.

"C'è una grande attenzione da parte della Regione per contrastare ogni forma di discriminazione", ha sottolineato l'assessore Panariti, che ha voluto citare un possibile Modello Trieste del passato, allorché la città emporiale, ricca di diversità etniche e culturali, seppe mettere a sistema e valorizzare questo potenziale, trasformandolo in opportunità economica e di sviluppo.

Panariti nell'occasione ha ricordato il Progetto regionale di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo omofobico, nel quale si è voluto definire, pianificare e condividere gli obiettivi progettuali in collaborazione con tutti i partner, pubblici e privati. Una sinergia operativa che ha consentito di migliorare e diversificare l'azione pubblica rendendola più rispondente ai bisogni della collettività: "Il modello operativo scelto e applicato è un esempio di come la Pubblica Amministrazione possa agire nei confronti dell'interesse pubblico con il supporto di attori pubblici e privati".

Gravi casi di bullismo omofobico non sono molto numerosi in Friuli Venezia Giulia, ha aggiunto Panariti, ma "questo dato non deve ridurre l'impegno sul controllo del fenomeno, anzi, deve essere da stimolo per realizzare interventi di prevenzione, affinché tali fenomeni vadano a diminuire e a scomparire in un prossimo futuro".

Riferendosi infine alle Politiche giovanili messe in atto dalla Regione, l'assessore ha affermato che potrebbe essere questo il contesto, con la collaborazione delle associazioni giovanili, in cui promuovere azioni e interventi di contrasto al fenomeno del bullismo.

"È intenzione dell'Amministrazione regionale - ha infine riferito Panariti - aderire alla Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Re.a.dy) che, valorizzando le esperienze già realizzate e adoperandosi perché diventino patrimonio comune degli amministratori pubblici locali e regionali, intende dare un contributo per contrastare le discriminazioni, promuovere una cultura dell'accoglienza e del rispetto reciproco".

ARC/RM



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