Martedì, 28 Settembre 2021
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PESCHICOLTURA: SHAURLI, LAVORARE PER RICONOSCIBILITÀ E QUALITÀ

Trieste, 10 set 2015 - "Anche in un periodo difficile in cui vi è stata contrazione degli ettari a frutticoltura, in Friuli Venezia Giulia la peschicoltura non solo ha tenuto ma ha saputo migliorarsi sia in termini promozionali che nelle qualità varietali e nella produzione; ora la sfida richiede un ancor maggiore lavoro di rete e di riconoscibilità territoriale e di qualità".

Lo ha sottolineato a Fiumicello (UD) l'assessore regionale all'Agricoltura Cristiano Shaurli in occasione di un confronto tecnico sul tema La gestione del pescheto: innovazioni tecniche e culturali, organizzato dalla Banca di Credito Cooperativo (BCC) di Aiello e Fiumicello e dal Comune di Fiumicello.

All'evento, introdotto da Davide Neri, direttore del neocostituito Centro di Ricerca per la Frutticoltura di Roma, erano presenti decine di produttori ortofrutticoli a conferma dell'importanza che la peschicoltura rappresenta per il settore agricolo regionale. Le Pesche di Fiumicello sono considerate tra le produzioni agricole più significative e prelibate del Friuli Venezia Giulia.

Hanno una lunga tradizione, la cui origine viene attribuita al tecnico Pietro Martinis, nato nel 1902 e conosciuto come il padre della peschicoltura in quanto creò, attraverso innesti, nuove varietà di pesche che si imposero rapidamente tra i consumatori. In particolare tra il 1940 e il 1960 circa, Martinis realizzò sperimentazioni su pesche a polpa bianca e gialla, dalle quali si è sviluppata l'attuale produzione.

Proprio dall'opera di Martinis, definita fondamentale per la costituzione di varietà autoctone, si è sviluppato il confronto di ieri, proseguito sull'analisi delle scelte dei produttori della Bassa friulana e di Fiumicello, che con i suoi 80 ettari circa è di fatto la capitale della pesca regionale.

Riflessioni dalle quali sono emerse, pur nelle difficoltà comuni al settore primario, le positività e anche le potenzialità di crescita. Concetti ripresi anche dal professor Neri, il quale ha lanciato l'idea di una borsa di studio del Centro di Ricerca per la Frutticoltura di Roma proprio per migliorare e rendere appetibili commercialmente anche le nostre varietà autoctone, dalla Iris Rossa all'Isontina.

ARC/PPD



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