PIANO PAESAGGISTICO: SANTORO, NON PUÒ IMPORRE NUOVI VINCOLI

Cividale del Friuli, 12 ott - "Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) non può imporre nuovi vincoli, che sono di esclusiva competenza della Soprintendenza. Il nostro scopo è più alto e più pragmatico al tempo stesso e mira a creare accordi che forniscano una reinterpretazione dinamica dei valori riconosciuti dalle comunità locali nei propri territori".

Con queste parole l'assessore regionale alla Pianificazione territoriale del Friuli Venezia Giulia Mariagrazia Santoro ha chiuso i lavori dell'ottavo workshop tematico su I paesaggi delle Valli del Torre e del Natisone che si è svolto stamattina a Cividale del Friuli. L'appuntamento ha aperto il secondo ciclo di incontri organizzato sul territorio per raccogliere e condividere conoscenze e contenuti relativi alla redazione del PPR.

"Il PPR non produrrà cataloghi chiusi o esaustivi di beni da tutelare - ha confermato Santoro - ma potrà fornire strumenti operativi di gestione e valorizzazione del territorio, accogliendo al proprio interno le tante buone pratiche già avviate o in via di sperimentazione in diversi comuni della regione".

Durante il workshop è stato presentato anche il primo quaderno del PPR appena pubblicato nell'ambito del più ampio progetto editoriale che accompagna la stesura del PPR. Questo primo volume è dedicato alla struttura del Piano e alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

L'incontro odierno ha preso le mosse dall'esperienza del Comune di Cividale del Friuli che, come ha ricordato in apertura il sindaco della città ducale Stefano Balloch, in questi anni, forte anche del riconoscimento UNESCO che ha posto la città in primo piano nel panorama regionale, ha attivato tre parchi urbani, 25 chilometri di piste ciclabili, il recupero e la bonifica di molte aree importanti del territorio.

Sulla necessità di una visione d'insieme degli strumenti paesaggistici si è soffermato anche il soprintendete per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia Luigi Fozzati sottolineando l'esigenza di individuare buone pratiche e organizzare forme di tutela programmate e gestite in modo coordinato. Gli obiettivi chiave del PPR, come evidenziato dal direttore del Dipartimento di Scienze umane Mauro Pascolini, responsabile scientifico del PPR, sono riassumibili in alcune parole chiave quali "consumo zero del territorio", "biodiversità" - intesa come tutela di elementi distintivi - "connessioni" - intese come necessità di far dialogare il PPR con altri strumenti quali il Piano energetico o la Riforma degli enti locali con l'istituzione delle Unità Territoriali Intercomunali (UTI).

Il workshop ha fornito l'occasione anche per discutere di strategie per la creazione di offerte turistiche, con gli interventi di Francesco Marangon, Franca Battigelli e Stefania Troiano su pianificazione paesaggistica e turismo sostenibile, Antonella Triches, Flaviana Oriolo e Alma Bianchetti sulla rete dei beni culturali, acquisizione dati e aspetti di metodo. Alcuni esempi di esperienze locali di valorizzazione del territorio sono state illustrate negli interventi a cura dell'Associazione Parco del Natisone, dell'Istituto italiano dei Castelli, del Consorzio per la salvaguardia dei Castelli storici del Friuli Venezia Giulia e di TurismoFVG.

ARC/Com/RED



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