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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Piccole produzioni locali: Riccardi, ok a regolamento prodotti carne

Zannier, vantaggi per consumatori e per occupazione nei territori montani

Udine, 13 nov - "Grazie all'approvazione da parte della Commissione europea del regolamento per la disciplina e l'esercizio delle "Piccole produzioni locali" (Ppl) di prodotti a base di carne ora le impese agricole potranno usufruire di semplificazioni funzionali e gestionali, pur nel rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare: si tratta della concreta applicazione della strategia del 'farm market' e del chilometro zero per consentire che i prodotti nostrani possano continuare ad essere valorizzati".

Lo osserva il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, su proposta del quale la Giunta regionale ha approvato in via definitiva il Regolamento per la disciplina e l'esercizio delle "Piccole produzioni locali" (Ppl) di prodotti a base di carne che conclude l'iter di notifica in Commissione europea avviato con la delibera del gennaio 2019. Un iter interamente condiviso da Riccardi con l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

"La Commissione ha esaminato la documentazione sulla valutazione del rischio, l'andamento delle produzioni e la descrizione del processo produttivo così come standardizzato nel protocollo di produzione e ha espresso il proprio parere favorevole consentendo l'utilizzo di deroghe e adattamenti strutturali così come previsto dai Regolamenti comunitari. In considerazione dei principi di flessibilità e proporzionalità per la produzione di alimenti sicuri senza un carico burocratico eccessivo ora le deroghe - spiega Riccardi - consentiranno ai produttori di effettuare alcune trasformazioni della loro materia prima, ovvero di esercitare attività postprimarie, senza dover sostenere gli alti costi per la realizzazione di un laboratorio completo, ma seguendo gli appositi manuali di buone pratiche e utilizzando attrezzature della tradizione come il legno".

I prodotti a base di carne delle Ppl possono accedere al circuito commerciale comunitario, uscendo dal progetto sperimentale iniziato nel 2011 ed entrando a pieno titolo nel regime autorizzativo.

Viene consentito di concedere agli imprenditori, a titolo principale e non, deroghe e adattamenti sui requisiti strutturali ed impiantistici dei locali in cui i prodotti sono lavorati e posti in stagionatura (ad esempio pareti, soffitti e porte non costituiti da materiali lisci, impermeabili, non assorbenti o resistenti alla corrosione e pareti, soffitti e pavimenti geologici naturali); viene consentita l'utilizzazione ininterrotta di metodi tradizionali in una qualsiasi delle fasi della produzione, trasformazione o distribuzione degli alimenti; si viene incontro ai bisogni delle aziende ed imprese di presentare e rappresentare con i loro prodotti la miglior tradizione eno-gastronomica della regione.

"Si tratta di una visione - spiega Zannier - che apporta numerosi vantaggi: il consumatore può accedere a prodotti locali sani e prendere visione di tutta la filiera produttiva, si creano occasioni di lavoro per piccole imprese, soprattutto nei territori montani, si mantengono le tradizioni gastronomiche, ed infine si possono sviluppare le risorse del territorio dell'arco alpino".

I punti di forza che hanno portato all'approvazione in sede europea sono stati l'analisi del rischio per ogni prodotto notificato (salumi e insaccati stagionati); la presenza di uno specifico manuale di buone pratiche; parametri stabiliti per ogni tipologia di prodotto; la previsione del campionamento per ogni lotto di produzione. ARC/EP/pph



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