PITINA: SHAURLI ALL'INCONTRO SUL RICONOSCIMENTO DELLA DENOMINAZIONE DOP/IGP

Maniago, 12 ottobre - "Quella di oggi è per me la terza pubblica audizione nell'arco di pochi mesi. Abbiamo iniziato - a fine marzo a Udine - con la DOC Friuli, un sogno lungo 40 anni che è finalmente una realtà e una opportunità in più per i nostri vitivinicoltori. Sempre restando nel mondo del vino, il 30 agosto abbiamo partecipato a Verona alla pubblica audizione per la DOC interregionale del Pinot Grigio: entrambe sono andate a buon fine, con la pubblicazione dei disciplinari in Gazzetta Ufficiale. Non c'è due senza tre. Mi auguro che il modo di dire sia di buon auspicio, per la riunione odierna".

Ha esordito così l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali del Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli nell'intervento tenuto oggi durante la pubblica audizione, a Maniago, per il riconoscimento della denominazione IGP della Pitina. "Non un vino, ma un cibo, un alimento, un prodotto tradizionale: la Pitina. Un prodotto - ha sottolineato Shaurli - che arriva dritto dritto da un passato in cui la caccia di frodo era un reato commesso in stato di necessità, anche se poi Mauro Corona con la sua capacità riesce a collocarlo in un contesto tra l'epico e il romantico".

Che si trattasse di selvaggina cacciata di frodo o di capre e pecore macellate a fine carriera o a seguito di un infortunio, la carne che se ne ricavava era una fonte di sostentamento preziosa, da non sprecare e da far durare più a lungo possibile nei lunghi inverni. È questa l'origine della Pitina, un prodotto a base di carne, conservata grazie a un processo di affumicatura e a uno strato protettivo di farina di mais. Un prodotto povero diventata negli ultimi anni una vera icona gastronomica del territorio delle valli pordenonesi, a cominciare dalla Val Tramontina.

"Oggi sono qui, da assessore, per ringraziare i produttori - ha affermato l'assessore - perché ho constatato la loro unità e voglia di fare squadra per ottenere il riconoscimento che meritano, e coloro che mi hanno consentito di mantenere l'impegno preso con gli stessi produttori e con tutto il territorio, ossia i funzionari del Dipartimento della Qualità agroalimentare del Ministero delle Politiche agricole e, con loro, i miei collaboratori della direzione centrale Risorse agricole e forestali".

"Prima di tutto i produttori - ha concluso l'assessore - che vedono quello di oggi come un punto di arrivo, perché loro sanno che il lavoro che li attende, dopo che la Pitina avrà ottenuto, come mi auguro, il riconoscimento europeo, sarà forse ancora più impegnativo. L'Amministrazione regionale vede con soddisfazione l'allargamento del paniere dei prodotti DOP-IGP del Friuli Venezia Giulia, che testimonia la ricchezza del nostro territorio. È la scelta di un'agricoltura che punta sulla qualità e sulla tipicità dei suoi prodotti, non certo sulla massificazione e omologazione. Per questo saremo sempre vicini a chi lavora sodo per far conoscere la nostra identità, le nostre eccellenze, le nostre unicità, i prodotti che non possono essere fatti altrove".

ARC/com



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