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POLIGONO CELLINA-MEDUNA: AL VIA LAVORI DI RIPRISTINO AMBIENTALE

Trieste, 27 luglio - Con il sopralluogo effettuato ieri pomeriggio (martedì 26 luglio) da funzionari dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA FVG), con il supporto logistico della Centotrentaduesima Brigata Corazzata Ariete, sono di fatto iniziati i lavori di ripristino ambientale del Poligono di Tiro del Cellina-Meduna, che in questa fase prevedono la rimozione di alcuni rifiuti abbandonati presenti nel sito e di eventuali frammenti radioattivi presenti al di sotto del piano di campagna. L'intervento è propedeutico alla successiva caratterizzazione dei suoli risultati contaminati da metalli e all'eventuale bonifica, qualora si rendesse necessaria.

Come rende noto un comunicato congiunto dell'ARPA FVG e della Brigata Ariete, al sopralluogo, già da tempo programmato, hanno partecipato anche operatori del CISAM (organismo della Difesa competente nel campo della radioprotezione) e del Settimo Reggimento Difesa NBC Cremona di Civitavecchia, che dovrebbe effettuare materialmente le operazioni di ripristino.

La vicenda del risanamento ambientale dell'area del Cellina-Meduna inizia nel marzo del 2013, quando erano stati effettuati dei monitoraggi da parte dell'Esercito che avevano evidenziato dei livelli sopra la soglia di metalli pesanti all'interno di un'area del Poligono, poi perimetrata. Nelle successive indagini effettuate dall'ARPA era stata rinvenuta la presenza di Torio 232 (Th-232) in quantità superiore a quella del fondo naturale, dovuta all'utilizzo fino al 2004 di missili MILAN da esercitazione.

L'ARPA ha quindi condotto tra la fine del 2013 e il maggio 2015 un complesso studio che, oltre a definire le aree contaminate, ha escluso il pericolo per la salute sia della popolazione nella fruizione del luogo, sia dei lavoratori che si trovassero a operare nel sito. Lo studio aveva tuttavia ravvisato la necessità di effettuare, in via del tutto precauzionale, una ricerca di eventuali frammenti radioattivi presenti al di sotto del piano di campagna, che potrebbero essere portati in superficie nel corso di eventuali attività di bonifica dei suoli contaminati da metalli. Tali indicazioni sono state recepite dalla Conferenza dei Servizi del settembre 2015. Più recentemente l'Esercito ha reperito i fondi necessari per l'effettuazione dei lavori e il 15 luglio scorso è stata fatta una prima riunione operativa.

Nel corso del sopralluogo di martedì 26 luglio sono state quindi definite nel dettaglio le procedure tecniche per la ricerca e l'eventuale asportazione di frammenti, nonché le dimensioni delle superfici sulle quali effettuare la ricerca medesima. Le attività di pulizia avranno inizio entro il mese di settembre e avranno una durata indicativa di un paio di mesi. Nelle aree individuate verrà effettuata una ricerca a tappeto di eventuali frammenti radioattivi presenti al di sotto del piano di campagna. Le eventuali anomalie riscontrate verranno verificate e i pezzi ritrovati verranno caratterizzati sul posto e avviati ai depositi autorizzati.

Personale del Centro regionale per la Radioprotezione dell'ARPA sarà presente all'avvio dei lavori e in tutte le fasi salienti delle operazioni, in particolare in quelle di caratterizzazione di eventuali residui radioattivi. Conclusi i lavori di pulizia, potranno riprendere le normali procedure previste per la caratterizzazione e l'eventuale bonifica dei suoli risultati non conformi ai limiti normativi per alcuni metalli.

ARC/PPD/Com



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