Giovedì, 24 Giugno 2021
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Politiche sociali: ripensare a misure contrasto povertà



Trieste, 11 mag - Per riprogrammare le misure e gli interventi di contrasto alla povertà in Friuli Venezia Giulia e renderli più efficaci sarà necessario rivedere alcune delle caratteristiche della misura attiva di sostegno al reddito (Mia), introdotta nella precedente legislatura, tenendo conto del reale impatto determinato dal Reddito di cittadinanza, la misura adottata dal Governo nazionale. È questo il concetto espresso oggi a Trieste dalla Regione, rappresentata dal vicegovernatore con delega alle Politiche sociali, al convegno organizzato dalla Cisl Fvg "Povertà 4.0. Il Friuli Venezia Giulia che cambia, nuove emergenze".

Il reddito di cittadinanza, secondo la Regione, non ha ancora potuto dispiegare i suoi effetti ma è opportuno avviare già una riflessione sulle politiche regionali che potrà essere conclusa non prima di conoscere la reale risposta dei cittadini alla misura, in modo da affrontare eventuali carenze nei provvedimenti regionali di contrasto a un fenomeno complesso qual è quello della povertà legato a molteplici fattori (lavoro, abitazione, salute, relazioni, competenze e opportunità di sviluppo).

Per individuare le caratteristiche di un'eventuale nuova misura regionale nella lotta all'indigenza, ha evidenziato la Regione, sarà indispensabile monitorare l'andamento delle famiglie sotto la soglia di povertà relativa che, nel 2017, ha toccato quota 6,9% in regione. Se il dato non diminuisce sarà necessario indagarne le motivazioni anche tenendo conto delle differenze dei requisiti di accesso alle due misure che non rendono le rispettive platee di potenziali beneficiari completamente sovrapponibili (Isee a 9.360 euro e 10 anni di residenza per gli stranieri in Italia per il RdC, mentre la Mia ne prevede minimo 2 e un Isee a 6.000 euro).

Visto quindi le caratteristiche differenti del Reddito di cittadinanza e della Mia, la Regione ritiene opportuno avviare una riflessione che comunque non potrà essere conclusa prima di conoscere la reale risposta dei cittadini per la scelta adottata dal Governo nazionale.

La Regione, infine, ha affrontato alcuni temi strutturali che andranno riconsiderati, fra cui la necessità di comprendere se serve un'unica misura per intervenire sulle diverse cause della povertà e se è necessario continuare con provvedimenti distinti, considerando anche l'alta percentuale (80%) di richieste alla Mia dedicate alla casa, nel triennio 2015-18, per il pagamento di utenze e affitti.

Da valutare, inoltre, il rapporto italiani/stranieri dei beneficiari che ha registrato un forte sbilanciamento sui secondi (alla Mia hanno avuto accesso il 29,4% di nuclei composti da soli stranieri) e la quota dei beneficiari della misura con un lavoro a tempo indeterminato: il 32% dei componenti in età da lavoro dei nuclei che hanno beneficiato della Mia risulta occupato. ARC/LP/fc



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